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A Campo di Mare le tubature esplodono

A Campo di Mare le tubature esplodono

L’Ostilia interviene sulle reti idriche di sua proprietà su richiesta del Comune. Il problema è strutturale e pone diversi interrogativi

di TONI MORETTI

 

CERVETERI – Uno dei problemi che tiene altissima l’attenzione è la questione dell’acqua che sembra proprio questa estate abbia manifestato le sue maggiori criticità. E’ chiaro che i cittadini sono incolpevoli e sono latori di un diritto, quello di avere un servizio essenziale che viene garantito da una società imposta per legge che gestisce le reti e deve provvedere alla loro manutenzione.

Può darsi che l’Acea si stia chiedendo in questi momenti se ha fatto poi un affare a prendere in carico Cerveteri, perlomeno per l’investimento che si vede all’orizzonte che sarebbe tenuta ad affrontare, anche se la legge comunque prevede che deve necessariamente rientrare attraverso le bollette agli utenti interessati. Perché? Perché, e l’ipotesi è seria e non priva di fondamento, perlomeno per quanto riguarda Campo di Mare è che bisognerebbe investire quanto occorre per rifare ex-novo l’intera rete idrica, o perlomeno ispezionarla tutta dal momento che è bastato un aumento del flusso per sopperire alle carenze di sempre e l’aumento della pressione la sta facendo saltare aprendo falle nei punti più impensati e ciò da l’idea di come potrebbe essere lo stato dell’intera rete.

La questione si complica quando bisogna però prendere atto che la proprietaria della rete di distribuzione di Campo di Mare non è del comune e quindi in carico all’Acea ma dell’Ostilia e quindi in carico a se stessa. Ma il dubbio sorge quando ci si chiede come mai con l’entrata in vigore che impone gli ambiti territoriali per razionalizzare la distribuzione dell’acqua costringendo i comuni persino a rinunciare alla gestione pubblica ha lasciato l’Ostilia la gestione delle reti? E’ stata forse considerata la grande frazione a mare dalle varie amministrazioni comunali come un condominio privato ed autogestito tanto da non ritenere necessario acquisire le reti e trasferirle all’Acea-ato2. La gente normale si chiede: “Ma che ‘mpiccio c’è sotto?”

Sta di fatto che l’Ostilia, su richiesta del comune sta provvedendo a riparare le falle che si sono aperte a Campo di Mare. Ma su richiesta o su imposizione? Quale è e fin dove arriva il potere impositivo del comune? E’ chiaro che i nodi stanno venendo al pettine e voler dare una risoluzione definitiva a tutte le problematiche riguardanti “l’affaire” Ostilia diventa ormai obbligatorio e necessario per restituire dignità a cittadini maltrattati da imprenditori senza scrupoli e da amministratori a dir poco inadeguati. Questo è lo sforzo che questa amministrazione sarà chiamata a fare tra una interrogazione di disturbo e l’altra. E’ di questi giorni la notizia che il consigliere Regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Righini presenta una interrogazione sull’Ostilia confondendo la collocazione del territorio attribuendolo infatti al comune di Ladispoli. Mah!

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