Pubblicato il

NewCo all'approvazione della Pucci

NewCo all'approvazione della Pucci

Torna in consiglio la riorganizzazione dei servizi pubblici: sette mesi per la piena operatività. Il M5S vuole tagliare con il passato. Dubbi dall’opposizione

CIVITAVECCHIA – Nove consiglieri per garantire il numero legale ed una discussione che si prospetta piuttosto accesa. È in programma alle 9 il consiglio comunale, convocato in seconda seduta dopo essere saltato venerdì scorso, nel corso del quale verrà portata all’attenzione la delibera per la costituzione della società Multiservizi Civitavecchia Servizi Pubblici srl, per la tanto attesa riorganizzazione delle municipalizzate locale. 

Da un lato le ragioni dell’amministrazione comunale che punta tutto sulla NewCo, la cui costituzione significa, come ribadito dal sindaco Antonio Cozzolino, «un taglio netto con il passato» per ripartire senza zavorre e per garantire un servizio migliore ai cittadini. 

Dall’altro le critiche anticipate nei giorni scorsi dall’opposizione, che non condivide la delibera e ha già evidenziato le diverse criticità: la Corte dei Conti che si deve ancora esprimere sulla procedura di predissesto, il giudice che deve ancora decidere sul concordato, il mancato accordo con i sindacati. Con il decreto Madia che incombe e che potrebbe rimettere in gioco tutto. 

Ma si tratta di problemi che non preoccupano l’amministrazione a Cinque Stelle, che sul piano e sulla nuova società ha lavorato in questi due anni. 
«Due anni per reperire le risorse e chiudere con il passato – ha sottolineato più volte il sindaco Antonio Cozzolino – la fase di liquidazione è durata fin troppo, ma senza la certezza delle fonti di finanziamento del piano di concordato sarebbe stato impossibile andare avanti». 

Certo, la costituzione della NewCo è soltato il primo passo. Se tutto andrà secondo i piani dell’amministrazione comunale, ci vorranno almeno sei o sette mesi per la piena operatività della nuova società. C’è la costituzione dal notaio, la presentazione dei piani di concordato nella loro interezza, l’ammissibilità, l’omologazione del piano di concordato da parte del tribunale. 

E soprattutto c’è da lavorare, con impegno, per trovare l’accordo sindacale. È forse questa l’operazione che più preoccupa l’assessore Marco Savignani. Perché l’obiettivo principale sarà quello di salvaguardare tutti i posti di lavoro: ma questo significa, obbligatoriamente, andare a ridurrre proprio il costo del lavoro, «tagliando i superminimi e le prebende concesse a piene mani nel passato. Con il sindacato va intrapreso – ha sottolineato nei giorni scorsi l’assessore – un percorso di responsabilità: vanno riequilibrate le posizioni all’interno dell’azienda, ricostruendo la scala gerarchica con le persone giuste al posto giusto nominando, non su base politica, un amministratore che sappia far funzionare la macchina. Noi facciamo lo sforzo di salvare i posti di lavoro, ma è un diritto dei cittadini avere dei servizi che funzionano». Da qui ripartirà la nuova società.

ULTIME NEWS