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Camping, primo passo verso la regolarizzazione

Camping, primo passo verso la regolarizzazione

Analizzate le varie situazioni delle aree di via Roma sottoposte a sequestro. L’obiettivo è perfezionare l’iter di inserimento nel Prg di queste strutture. Amministrazione, tecnici, Faita e proprietà alla conferenza dei servizi che si è tenuta giovedì al Comune di Ladispoli

LADISPOLI – Si è svolta giovedì mattina la conferenza dei servizi per perfezionare l’iter di inserimento di strutture ricettive all’aria aperta esistenti sul territorio comunale nel piano regolatore generale dopo l’ondata di sequestri dello scorso anno che ha interessato l’area di via Roma. Come è stato spiegato infatti durante l’incontro nel 2011 la Regione Lazio ha introdotto delle modifiche e ha inserito l’articolo 3 col quale si diceva che i comuni avrebbero dovuto procedere alla rilevazione, individuazione e perimetrazione delle strutture ricettive esistenti prima dell’entrata in vigore della legge 30/74 che fissava le norme per l’edificazione lungo le coste, che era una sorta di primordiale piano territoriale paesistico.

Dunque le opere che esistevano prima di quella data, tramite una sorta di procedura semplificata e tramite la conferenza dei servizi possono essere inserite nello strumento urbanistico generale, ossia il Prg, con la destinazione che gli compete come struttura ricettiva all’aria aperta.

La conferenza dei servizi in questione si è rivolta alle strutture la cui nascita è precedente al 1974 (quindi regolarizzabili), che sono Riva di Ponente, Torretta e Queen.

Obiettivo della conferenza è stato quello di perfezionare l’iter di inserimento di queste strutture nel Prg.

Il consiglio comunale aveva, infatti, già fatto una delibera nel 2016 per la perimetrazione delle strutture, e il Comune aveva convocato la regione, competente in materia urbanistica, sovrintendenza per il paesaggio, sovrintendenza archeologica.

Durante la conferenza dei servizi, un tecnico della regione avrebbe inoltre spiegato che la conclusione di questo iter complesso costituirà essa stessa proposta di variante che andrà direttamente in consiglio comunale. Il tecnico avrebbe specificato che da parte della regione servirà la richiesta di nomina di un rappresentante unico. La regione si aspetterebbe quindi un progetto di variante completo, in cui si sia la descrizione di tutti i vincoli, del Prg vigente, della classificazione urbanistica che si intende dare a queste opere e della norme tecnica di attuazione che consentirà agli imprenditori di adeguare i campeggi in modo tale da poter procedere alla loro messa a norma.

Un problema che avrebbe sollevato durante la conferenza dei servizi uno dei proprietari dei camping sarebbe la conformità urbanistica dell’area che ospita le strutture. Secondo il proprietario, infatti, quello era un verde privato dove ci si poteva creare un parco urbano, qualche impianto sportivo anche se in realtà il comune tentò già negli anni 90 un piano particolareggiato, denominato “Torre Flavia” dove si prevedeva la realizzazione di impianti sportivi che purtroppo poi non ha avuto seguito ed intanto è cambiata anche la situazione vincolistica.

Soddisfatti di quanto starebbe avvenendo sarebbero anche i rappresentanti Faita che avrebbero spiegato che la prima legge regionale sui campeggi era del 1985 s sottolineando che i campeggi sono nati prevalentemente in maniera diciamo spontanea negli anni 50 addirittura.

La Faita avrebbero sottolineato che è un paradosso che fino al 2010 i comuni non ne prendessero atto.

Per questo negli scorsi anni la Faita avrebbe fatto diversi protocolli di sviluppo con i comuni per risolvere queste problematiche.

All’incontro presente anche il rappresentante del M5S che avrebbe sottolineato anch l’esistenza di una zona di Zps, della palude di Torre Flavia, ai sensi della direttiva uccelli del 1979, e che quindi bisognerà prevedere anche la valutazione di incidenza rispetto a queste zone. Ad esempio mi sembra che proprio Riva di Ponente insista su quella zona.

Il tecnico della regione avrebbe quindi rassicurato il rappresentante spiegando che su questo argomento adràcoinvolto l’ufficio regionale preposto. Un primo passo, quindi, per avviare le azioni di messa a norma e ripristino delle attività. Cosa certa è che seguiranno altre conferenze dei servizi e incontri per seguire passo passo questo complicato e tortuoso iter.

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