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Monti: "Orgoglioso di quanto fatto per il porto di Civitavecchia"

Monti: "Orgoglioso di quanto fatto per il porto di Civitavecchia"

Conferenza stampa fiume del commissario dell'Authority che si dice stanco dei continui attacchi, oggi diventati personali. "La città merita di uscire da questo contesto di poteri personali e familiari consolidati da diversi lustri sul territorio. Alla macchina del fango rispondo con i fatti e non con le chiacchiere". E snocciola dati e risultati di un Network che cresce    

CIVITAVECCHIA – Lavoro e tutela dell’occupazione. Sono queste le parole risuonate maggiormente nel corso della conferenza stampa fiume del commissario straordinario dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti che, stanco dei continui attacchi e di essere tirato in ballo in quello che più volte ha definito ‘‘chiacchiericcio’’, vittima di una ‘‘macchina del fango e del veleno’’, ha rivendicato a gran voce, battendo i pugni sul tavolo, giustizia.

E lo ha fatto consapevole dei risultati raggiunti in questi anni, di cui si dice fiero ed orgoglioso. «Ci troviamo di fronte – ha spiegato – ad attacchi personali fuori da ogni logica minima di decenza. Perché chi lavora per lo sviluppo e la crescita deve essere demolito ed annientato. Civitavecchia merita di uscire da questo contesto di poteri personali e familiari consolidati da diversi lustri sul territorio».

Non fa sconti a nessuno. Parlamentari, giornalisti, ex amministratori. E pur non citando i nomi, i personaggi sono ben chiari a tutti. Ha parlato di interessi, pensando inizialmente ‘‘ci fossero due pilastri’’, ma in realtà ‘‘il pilastro da combattere è unico’’. Il riferimento a Moscherini e Tidei è evidente, come chiaro quello al giornalista Paolo Gianlorenzo e al parlamentare del Pd Marietta Tidei. Prende spunto dalle intercettazioni pubblicate, o meglio «stralci di intercettazioni – ha chiarito – prive di rilevanza penale, relative ad indagini chiuse, che vengono stumentalizzate, mischiate e decontestualizzate». Ed assicura: «Alla macchina del fango rispondo con i fatti e non con le chiacchiere. Non mi arrendo di fronte a queste schifezze: vado avanti orgoglioso di quanto fatto, della squadra con cui ho lavorato e dei risultati conseguiti».

CASO CONCORDIA – Monti ha sottolineato di aver fatto tutto quello che era nelle possibilità del proprio ruolo istituzionale per poter portare la nave a Civitavecchia, presentando alla società l’offerta dello scalo, in termini di vicinanza e di infrastrutture. Poi ovviamente spettava a Costa e all’assicurazione decidere dove andare a smantellare il relitto. «Ho ribadito – ha aggiunto – di non lavorare per le aziende private che volevano lavorare scegliendo Civitavecchia e presentando un’offerta risultata poi superiore di circa il doppio rispetto a quella di coloro che poi hanno lavorato allo smantellamento a Genova. E poco dopo quell’offerta poteva essere dimezzata. Cosa c’era dietro? Ho comunque affermato che, nel caso in cui fosse stata scelta Civitavecchia, non avendo noi ancora un bacino di carenaggio adatto, le operazioni di smaltimento si sarebbero dovute effettuare dall’inizio alla fine alla presenza della Dia (direzione distrettuale antimafia) e del Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri)». Nel frattempo Monti stava chiudendo l’accordo con Fca per il traffico di auto per gli Usa. Un traffico da 500 posti di lavoro a tempo indeterminato, contro i 300 a tempo determinato con lo smantellamento della Concordia. «Si doveva decidere – ha concluso – e sono orgoglioso e fiero della scelta fatta». 

CPC – Legata alla questione Concordia c’è quella della Compagnia portuale, tirata in ballo nell’ambito di ‘‘Pizza connection’’. Monti ha sottolineato il suo ruolo di mediatore nella vicenda del rinnovo del contratto per lo scarico del carbone, «lavorando per rispondendo come ho sempre fatto per la risoluzione delle possibili emergenze occupazionali, anche quando queste – ha aggiunto – non riguardavano strettamente il porto». E conferma di «credere nella Cpc, che rappresenta una medaglia per il nostro scalo e che – ha aggiunto – in un momento di crisi, grazie proprio al traffico auto, è riuscita ad assumere. Parlaimo dell’unica compagnia in Italia che non fa uso di ammortizzatori sociali, garantendo efficienza e professionalità h24. Qui è il lavoro che paga i lavoratori».

PRIVILEGE – Sulla questione dell’appartamento affittato agli architetti della società prima del suo incarico da presidente, Monti si era già espresso nei giorni scorsi. Ha sottolineato però la speranza che il cantiere possa presto ripartire, dopo due gare deserte e con una importante società specializzata che, a quanto pare, sarebbe pronta a presentare la propria offerta. «Bisogna ricordare chi ha portato Privilege in città – ha ribadito – nessuna concessione è stata firmata dal sottoscritto che invece, alle prime vertenze nel 2014, ha portato in comitato portuale la lettera di revoca». 

COMMISSARIAMENTO – Il secondo mandato da commissario dell’Authority di Pasqualino Monti scade venerdì. «Rimango a disposizione per qualunque sia la decisione che vorrà portare avanti il ministro Delrio – ha assicurato – mi pongo non come presidente di un porto, ma come risorsa a disposizione del Paese. Nei prossimi giorni, quindi, o ci sarà un nuovo commissario, o rimarrà il sottoscritto»del decreto di riforma dei porti, il Ministro, di intesa con le Regioni, dovrà procedere alla nomina dei presidenti delle nuove Autorità di Sistema portuale.

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