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Zona artigianale alla prova dei numeri

Zona artigianale alla prova dei numeri

Stasera si prevede un consiglio comunale agitato e combattuto. Maggioranza e opposizione entreranno nel merito del nuovo parco che comprende un’area commerciale, turistica e culturale. Dopo 40 anni si mette al voto per essere approvata

di TONI MORETTI

CERVETERI – Stasera si terrà al Granarone, la seduta del consiglio comunale molto attesa per il programma dei lavori all’ordine del giorno. Infatti, tra i vari argomenti che si dibatteranno, verrà posto ad approvazione il nuovo Parco artigianale, commerciale, turistico e culturale.

Le polemiche intorno all’argomento vedono impegnata la maggioranza e l’opposizione a vario livello, e per motivazioni di carattere strettamente di visione politica ma scavando un po’ più a fondo, per il motivo che questo nuovo progetto ne sostituisce altri due che per anni sono rimasti fermi, incagliati in un mare di difficoltà burocratiche e poi definitivamente bocciati dall’attuale amministrazione.

Non ci sarebbe niente di eccezionale se il nuovo piano venisse valutato nel suo insieme e considerato migliore o peggiore delle proposte precedenti e poi serenamente approvato o bocciato. Il fatto, diventa un caso quando ad inquinare la serenità di valutazione, ci sono delle pressioni pesantissime di gruppi economici che hanno visto a loro dire ledere i propri interessi a vantaggio di altre soluzioni.

Questo senz’altro è avvenuto ma non dovrebbe riguardare chi amministra se nei suoi obiettivi c’è quello di prendere in scienza e coscienza decisioni proiettate al bene della collettività.

Ma come sappiamo, quasi mai questo avviene e gli sfasci di questo paese e quello maggiore è l’immobilismo è stato sempre determinato da una gestione padronale della politica imposta da un gruppo predominante capace di costruire o dissolvere carriere politiche che rimanevano così appese all’esaudire dei desideri del padrone. Oggi questo potere si è quasi dissolto ma rimangono i nostalgici o chi ha da rendere ancora qualcosa in termini di riconoscenza o di liquidazione di incarichi “professionali”.

La vecchia area artigianale era concepita in area privata, costruita da un privata che rivendeva all’artigiano locale per un terzo e ad artigiani di tutto il mondo per due terzi. Il nuovo piano prevede un area per un terzo artigiana e pubblica nel senso che l’artigiano chiederà il sito al comune e vi accederà attraverso un bando e due terzi commerciale con l’insediamento di undici capannoni di media e grande distribuzione, monomarca e dell’estensione di 900mq cadauno. L’area commerciale sostituisce un centro commerciale progettato su un terreno di una società che fa capo ad un noto casato, che prevedeva la costruzione di un folto numero di piccoli negozi con enorme spreco di suolo e la prospettiva di fare da testa di ponte all’orientamento allo sviluppo della città in terreni della stessa proprietà. Il solito gioco.

Nel nuovo progetto è prevista un’area turistica e sociale come opere compensative. C’è da augurarsi che nelle valutazioni prevalga solo la serenità e chiedersi soltanto: Serve alla città? Se serve si faccia perché la scelta politica è la migliore.

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