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Emergenza migranti, la Prefettura cerca disponibilità tra alberghi e agriturismi

Emergenza migranti, la Prefettura cerca disponibilità tra alberghi e agriturismi

L'Ufficio territoriale del Governo di Viterbo ha incaricato la Federalberghi di esplorare eventuali strutture pronte ad accogliere. Il viceprefetto Grillo: «Nella nostra provincia il flusso medio è di minimo 25/30 arrivi al giorno»

TARQUINIA – Prosegue l’emergenza migranti nella provincia di Viterbo, come nel resto del territorio nazionale, tanto che la Prefettura da settimane ormai lavora a ritmi serrati per trovare continue soluzioni quotidiane alle richieste di accoglienza.

Il flusso attuale è nell’ordine medio di circa 25-30 nuovi arrivi al giorno. Una circostanza che vede peró ancora la città di Tarquinia inchiodata, senza che alcuna soluzione concreta sia stata avanzata o formalizzata.

Intanto la ricerca di siti per l’accoglienza da parte dell’Ufficio territoriale del governo è continua.

È di ieri la lettera diffusa da Federalberghi, su richiesta della Prefettura stessa, alle strutture di Tarquinia e di tutto il territorio della provincia di Viterbo per la verifica di disponibilità all’accoglienza di migranti.

«La Prefettura di Viterbo – si legge nella missiva di Federalberghi – ha richiesto alla nostra organizzazione di verificare la disponibilità all’accoglienza dei migranti da parte delle aziende alberghiere ubicate nel territorio della provincia di Viterbo».

Una richiesta esplorativa, spiega lo stesso viceprefetto vicario dottor Salvatore Grillo: «Abbiamo chiesto alla Federalberghi di tutta la provincia di Viterbo di rendersi intermediaria con i soggetti aderenti all’associazione al fine di verificare se ci siano disponibilità da parte degli esercenti della provincia di Viterbo, in particolare agriturismi o alberghi, ad offrire ospitalità ad immigrati».

«Nela nostra provincia c’è un flusso continuo – spiega il dottor Grillo – Non abbiamo la capacità nell’immediato di comprendere quanto tempo si fermeranno queste persone e quante ne arriveranno ancora. Ora siamo in una fase emergenziale e abbiamo necessità di capire che tipo di disponibilità arriva dai territori e quindi anche dalle aziende private oltre che dai Comuni».

«Una volta acquisita la situazione e verificato il tipo di disponibilità che forniranno le aziende, verranno definiti i dettagli con l’ufficio competente – aggiunge il vicario – Le strutture ricettive, nel rispondere alla richiesta di manifestazione di interesse, possono indicare la loro disponibilità temporale ad accogliere migranti, poi noi ci adegueremo di conseguenza, in caso di necessità».

«Abbiamo chiesto sostanzialmente – ribadisce il viceprefetto – di sapere se il territorio è in grado di offrire ricettività alloggiativa per migranti e lo abbiamo chiesto all’organizzaione che gestisce gli alberghi della provincia».

Un modo, insomma, per allargare le possibili soluzioni e non far trovare il territorio impreparato ad un flusso che potrebbe essere improvviso e che non appare prevedibile. Ma che potrebbe richiedere una risposta immediata già dai prossimi giorni.

«Se ci sono soggetti privati che hanno questo interesse possono prendere contatto con la prefettura e poi definiremo i dettagli – spiega il viceprefetto vicario – Siamo in una fase di emergenza continua, prima arrivano le adesioni e prima possiamo utilizzare le strutture per accogliere. Non sappiamo quanto durerà questo flusso. La nostra è un’azione esplorativa per verificare le risorse sulle quali contare. Può anche darsi che da domani non arriva più nessuno e non serve nulla. Ad oggi peró siamo ad un flusso continuo minimo di 25-30 al giorno. Stanotte  ne sono arrivati altri 25 che abbiamo accolto nelle strutture accreditate. Lo scorso mese arrivavano molti meno, circa 40 al mese. Ora il numero è aumentato e noi stiamo cercando di accoglierli al meglio, cercando di offrirgli una sistemazione dignitosa».

Per le aziende, la lettera di Federalberghi rimanda a dei funzionari responsabili, sempre nell’ambito della prefettura, che parlano di 35 euro per migrante al giorno, a fronte di determinati servizi e con termini di accoglienza poi da definire nel dettaglio.

A questo punto resta però da chiarire se, alla luce di questa richiesta esplorativa, il decreto legge che dovrebbe diventare ufficiale a giorni e che fisserebbe un tetto di tre migranti per ogni mille abitanti, pari a circa 50 profughi per la città di Tarquinia, venga in qualche modo superato.(a.r.)

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