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Mercato: futuro di incertezze

Mercato: futuro di incertezze

Sei anni di sofferenza e milioni spesi per una riqualificazione che non convince appieno. Diverse ancora le questioni aperte. L’assessore D’Antò ipotizza un’apertura prolungata e l’istituzione della Ztl

CIVITAVECCHIA – Oltre otto milioni spesi, un progetto modificato in corso d’opera, un trasferimento temporaneo durato sei anni. Anni fatti di attese, promesse, sacrifici, battaglie, scontri accesi e chiusure di molte attività.  Oggi la riunificazione del mercato è a buon punto, ma come sottolineato dall’assessore al Commercio Enzo D’Antò, c’è ancora da lavorare. E in effetti di questioni aperte ce ne sono diverse.  

A partire da chi, per primo, è tornato ai vecchi posti, ossia ortofrutta e San Lorenzo. Nel primo caso gli operatori non sembrano aver beneficiato poi così tanto della riqualificazione: strade dissestate, fili scoperti, stalli ancora da disegnare. E poi i problemi all’interno della struttura di San Lorenzo, visibili soprattutto con le piogge.  E ancora la viabilità. La mattina, noncuranti delle transenne e forti degli scarsi controlli, automobilisti e motociclisti si avventurano soprattutto su via Doria, tra gli improperi degli operatori e di chi frequenta il mercato.  

«Sì, c’è da lavorare – ha confermato l’assessore D’Antò – e stiamo pensando a delle iniziative anche per il futuro. Ad esempio all’estensione dell’orario di apertura del mercato, non più soltanto la mattina. Abbiamo già avviato una discussione, su questo aspetto, con gli operatori disposti magari ad iniziare con una apertura più lunga un paio di giorni a settimana, da estendere in caso di risposta positiva da parte della cittadinanza». Questo significa, quindi, la possibilità anche di pensare ad una ztl per tutta l’area del mercato, ipotesi avanzata proprio dall’assessore.

Bisognerà prima, comunque, riqualificare l’interna zona di piazza Regina Margherita, palmetta e strade limitrofe, per la quale sono stati stanziati appositi finanziamenti nel piano triennale.

In tutto questo rimane però da risolvere la questione superfetazioni. I 14 operatori attualmente ospitati con le casette di legno a piazza XXIV Maggio, andati via i macellai ed una volta trasferiti anche i pescivendoli, rimarrano nell’area e non si ancora fino a quando. Perché del progetto per rientrare alle vecchie postazioni attorno alla struttura ittica neanche l’ombra. Con la Soprintendenza che detta le sue regole ma con il Comune che, ancora, non ha chiara quella che potrebbe essere la soluzione migliore per quegli operatori. Su tutti questi aspetti, comunque, dovrà fare luce anche la commissione consiliare che è stata istituita nei mesi scorsi.

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