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''No carenza di aule ma cattiva gestione delle iscrizioni''

''No carenza di aule ma cattiva gestione delle iscrizioni''

CASO SALVO D'ACQUISTO PARLA IL VICESINDACO ZITO. «All’incontro di martedì scorso sono stato aggredito perchè non emergesse la verità». La soluzione non la dirò fino a quando non ci sarà chiarezza sul rispetto delle precedure»

CERVETERI – Nasce una polemica accesa con scambio di accuse tra la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Salvo D’Acquisto Velia Ceccarelli e l’amministrazione comunale nello specifico col vicesindaco Giuseppe Zito. Il problema sembra nascere dalla competitività che ormai esiste già da anni tra le varie scuole che con scelte e programmi formativi più o meno ammiccanti, mettono in crisi e a volta fanno saltare la logistica, che vorrebbe che gli allievi frequentassero gli istituti più vicini alle proprie abitazioni. Se a questo si aggiunge, simpatie o antipatie, acredine o quant’altro tra dirigenti scolastici il gioco è fatto. Sembra essere successo a Cerveteri tra due scuole storiche: la Giovanni Cena e la Salvo D’Acquisto un tempo la prima scuola elementare e la seconda scuola media, oggi ambedue istituti comprensivi che le vedono materna, primaria e secondaria. Un surplus di iscrizioni alla Salvo D’Acquisto, accende le micce in quanto avviene ai danni del Cena ma non ha aule, mentre il Cena le avrebbe e così entra in ballo l’amministrazione accusata di favoritismi. Intervistiamo uno dei protagonisti.

Zito, che cosa è successo?

«Gli istituti comprensivi stanno dentro una rete scolastica che è definita a livello regionale e che può essere modificata nell’organizzazione dei plessi solamente attraverso la giunta comunale, l’ufficio scolastico regionale e poi viene legiferata dalla regione Lazio. Quindi a settembre di ogni anno il comune può, raccolti i pareri dei consigli di istituto, modificare l’organizzazione della rete scolastica quindi se ha un nuovo plesso che ha costruito lo deve inserire nella rete e presi i pareri dei consigli di istituto mandarlo all’ufficio scolastico regionale che lo esamina e che poi lo manda alla regione Lazio la quale raccoglie tutte le richieste, fa una legge regionale con la quale definisce la nuova organizzazione della rete scolastica. Poiché sono due anni che alla Salvo d’Acquisto prendono le iscrizioni senza avere le classi, ogni anno l’amministrazione si trova di fronte alla violazione del dirigente che nel momento in cui raccoglie le iscrizioni lo può fare solamente per le classi che ha a disposizione. Va fatta una graduatoria cosa che, per esempio alla Salvo d’Acquisto lo scorso anno non è stata fatta, qualora si ritiene di avere un numero di richieste superiori alla disponibilità. C’è stato un fenomeno di migrazione verso la Salvo D’Acquisto, e lo scorso anno, per venire incontro alle esigenze della popolazione, abbiamo, pur non potendolo fare, tolto un plesso al sorbo alla Giovanni Cena e lo abbiamo assegnato alla Salvo D’Acquisto. La preside sapeva dallo scorso anno che aveva raggiunto il livello massimo di iscrizioni e che non poteva accettarne altre. Non si è proceduto alla riorganizzazione della rete scolastica ma sono stati approvate dal consiglio di istituto dei criteri per la formazione di graduatorie. Quindi non è che si può pensare che a gennaio, a febbraio o a marzo si prende un plesso e spostarlo. Queste sono soluzioni che possono essere proposte da un genitore ma non da un dirigente scolastico che dovrebbe conoscere le norme Non può prendere più alunni di quanti non riesce a collocare. Se succede che se si prevede di avere un numero maggiore di richieste rispetto alla disponibilità, si procede con le graduatorie. L’amministrazione ha raccolto comunque le esigenze di una parte della popolazione che voleva a tutti i costi andare alla Salvo D’Acquisto perché il piano dell’offerta formativa era più attraente, perché la preside magari gli stava più simpatica. Insomma per motivi più o meno reali, una parte della popolazione scolastica ha migrato verso la Salvo D’acquisto. Ora, lo scorso anno avevamo detto alla preside che aveva raggiunto il livello massimo dell’iscrizioni e che non poteva prendere ulteriormente. Non abbiamo fatto la riorganizzazione della rete scolastica a settembre e quindi un’altra volta sono state prese senza tenere in considerazione delle aule a disposizione. Su pressione dell’amministrazione sul consiglio di istituto, questo ha approvato i criteri per la formazione delle graduatorie. Quest’anno, la Salvo D’acquisto, alla chiusura delle iscrizioni ci comunica di aver bisogno di cinque aule in più. Nonostante non fosse possibile, l’amministrazione ha dato la disponibilità a reperire tre aule. La preside non ci ha mai comunicato però le graduatorie, ha solo chiesto le aule. Ci accorgiamo all’incontro che solo una parte dei genitori che stavano in lista di attesa erano stati convocati e ci accorgiamo che erano genitori di ragazzi solo delle scuole primarie. La scuola, autonomamente aveva quindi deciso chi doveva occupare le tre aule e chi no. Di fronte a questa che è sembrata una trappola, abbiamo detto quindi che prima di entrare nella assegnazione delle aule, si portavano a verifica i criteri delle graduatorie. Non mi hanno fatto parlare perché aggredito da alcuni genitori e rappresentanti del consiglio di istituto perché non emergesse la verità su come era stata gestita la cosa. Questo tutti devono saperlo perché è responsabilità del dirigente scolastico. Sono stati accettati trenta ragazzi alla secondaria nonostante fossero fuori dal bacino di competenza dell’istituto, e cinquanta venivano dal Giovanni Cena. Poi c’era la graduatoria delle primarie e si scopre che era stato negato il posto a bambini che stavano dentro il bacino territoriale per far posto a chi veniva da fuori. Io non dirò quali sono le classi fino a che non vedo chiaro perché le decisioni che prenderò avranno riflessi per i prossimi dieci anni e non vorrei creare danni per un probabile conflitto che c’è tra i due dirigenti del Cena e della Salvo D’Acquisto». (To. Mo.)

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