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"Collegato al bilancio", la Regione Lazio approva

"Collegato al bilancio", la Regione Lazio approva

Si-SeL: "Presenti molte nostre istanze". Novità, tra l'altro, per Rsa, usi civici, Piano di Utilizzazione aziendale (Pua) e della edificabilità in zona agricola

ROMA – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato, con 28 voti a favore, 11 contrari, la proposta di legge regionale n. 338, d’iniziativa della Giunta, “Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della Regione”, vale a dire il cosiddetto “collegato” alla legge di Bilancio. Il voto è arrivato alle 12,30, dopo le dichiarazioni di voto, al termine di una lunga sessione iniziata alle 11,50 di ieri, proseguita nella notte con numerosi interruzioni e una accesa discussione sul maxi-emendamento con il quale la maggioranza intendeva blindare il provvedimento, facendo decadere le proposte emendative ancora da esaminare. I consiglieri del Movimento 5 stelle hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta. A seguito di un serrato confronto tra maggioranza e opposizione di centrodestra, il maxi-emendamento è stato poi ritirato e intorno alle 4,35 è ripreso l’esame dell’articolato, anche con i consiglieri del Movimento 5 stelle rientrati nell’Aula. Il risultato finale è un provvedimento che, rispetto al testo originario, si vede arricchito di circa 120 emendamenti.

Diverse le novità che toccano da vicino anche il territorio di Civitavecchia. In particolare quella riguardante gli Usi Civici. “Per quanto ci riguarda si tratta di una battaglia che abbiamo condotto ottenendo importanti risultati – hanno confermato Gino De Paolis, Marta Bonafoni e Daniela Bianchi, capogruppo e consiglieri di Si-Sel alla Regione Lazio – innanzitutto che la legittimazione avvenga d’ufficio per le occupazioni senza titolo, prevedendo la riconsegna del terreno in assenza dei requisiti necessari alla legittimazione. Poi che i terreni, legittimati e/o affrancati, non possono essere oggetto di cambi di destinazione d’uso. Per le entrate derivanti dalle affrancazioni, il 50% deve inderogabilmente essere destinato all’acquisto di nuove terre ad uso collettivo. Abbiamo impedito ogni possibile speculazione obbligando il mantenimento della piena proprietà: chi legittima non può vendere per 10 anni. Sempre in tema di uso civico, abbiamo agito facilitando l’acquisto per il consolidamento della proprietà (immobili). Abbiamo così permesso la diminuzione di 1/3 del valore del terreno, prima, e di un ulteriore 80%, poi, con lo scopo di rendere risibile il costo di affrancazione per ogni singolo proprietario, incolpevolmente costretto a pagare per ciò che è già suo. Con questo intervento riusciamo a risolvere una questione estremamente sensibile, annosa e che riguarda centinaia di famiglie nel Lazio”.

Per quanto riguarda le Rsa “siamo riusciti – hanno aggiunto da Sel/Si – ad innalzare la fascia di reddito Isee tutelata e ad aumentare la compartecipazione della Regione alla parte di spesa che compete il pubblico. Con l’obiettivo infatti di tutelare gli utenti in situazione economica disagiata, la fascia di reddito Isee al di sopra della quale la quota sociale resta integralmente a carico dell’utente passa da 13 mila a 20 mila euro. La compartecipazione della Regione alla quota sociale erogata dai comuni passa dal 20 al 50 %. Il Lazio quindi resta tra le Regioni italiane che contribuisce in modo rilevante alla spesa socio-sanitaria”. 

Affrontato anche il tema dei Piano di Utilizzazione aziendale (Pua) e della edificabilità in zona agricola. “Il nostro lavoro è stato teso ad escludere i lotti che hanno espresso già la propria potenzialità edificatoria – hanno spiegato De Paolis, Bonafoni e Bianchi – evitiamo pertanto che lo stesso lotto venga computato per più PUA a fini edilizi. Su questo tema abbiamo stabilito che l’unità aziendale minima non può essere fissata al di sotto di 10.000 metri quadri. In mancanza di tale unità minima, il lotto minimo è fissato in 30.000 metri quadri. Con i nostri emendamenti, introduciamo il concetto di “contiguità” di più lotti, al fine del raggiungimento del lotto minimo, anche se divisi da strade, fossi o corsi d’acqua. Introduciamo inoltre un più aspro regime sanzionatorio. L’obiettivo è quello di scongiurare pratiche speculative che nel passato hanno consentito l’edificazione di abitazioni, anche di lusso, che nulla avevano a che fare con la vocazione agricola e con lo sviluppo del settore. Prioritario quindi è stato rendere difforme rispetto al titolo abitativo edilizio le costruzioni realizzate mediante Pua, nel caso il titolare del Pua stesso abbia perso le qualifiche previste (requisiti soggettivi del proponente, caratteristiche dell’azienda agricola). Tuteliamo però la perdita dei requisiti per cause di forza maggiore (come da regolamento europeo). A ciò si aggiunge il divieto di mutarne la destinazione agricola. Siamo intervenuti altresì sulle terre pubbliche prevedendo il riordino fondiario per valorizzare il patrimonio agricolo – hanno concluso – favorendo l’accesso dei giovani all’agricoltura incentivando anche lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. Nella norma sono individuati i terreni agricoli o a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità, da affittare, assicurando una quota minima del 55% dei terreni non ancora assegnati alla locazione in favore di giovani che non abbiano compiuto il 40esimo anno di età”. 

 

 

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