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Rigenerazione urbana per via Betti

Rigenerazione urbana per via Betti

Comune ed Ater portano avanti il progetto di demolizione e ricostruzione delle palazzine. L'intervento inserito all'interno del protocollo di intesa siglato questa mattina. Il commissario straordinario Passarelli: "Nessun disagio per gli inquilini"

CIVITAVECCHIA – Un progetto di rigenerazione urbana, caratterizzato dalla demolizione delle attuali palazzine e dalla ricostruzione di nuovi appartamenti. È quello che interesserà il quartiere di via Betti, punto centrale del protocollo di intesa siglato questa mattina da Comune ed Ater.

“Un intervento senza disagi per gli inquilini – ha specificato il commissario straordinario di Ater Antonio Passarelli – si passerà direttamente dalle vecchie alle nuove costruzioni senza soluzioni temporanee intermedie”.

L’azienda nelle prossime due settimane presenterà alla Regione Lazio la richiesta di autorizzazione per far fronte al progetto, attivando l’esame e l’eventuale completamento degli atti necessari; nel frattempo si impegna a far preparare uno studio di fattibilità per l’intervento edilizio. L’idea è quella, attraverso lo strumento del “piano casa”, di aumentare le volumetrie del 35%, con l’Ater che in questo modo garantisce al Comune i fondi necessari per il progetto riqualificazione e con la possibilità poi di poter contare su nuovi appartamenti. Si potrebbe infatti passare dagli attuali 72 a circa 100/120. L’intervento sarà per step, con una durata complessiva di circa un anno. Si parte dalla realizzazione, ex novo, delle prima palazzina dove poi saranno trasferite le famiglie delle due che verranno demolite, per costruirne una nuova e trasferire tutti gli altri. E questo vale sia per gli appartamenti privati, che in questo modo avranno poi un valore moltiplicato, sia per quelli comunali, che potrebbero un domani essere riscattati dagli attuali inquilini, presenti al Pincio in delegazione per ascoltare con le proprie orecchie e con un po’ di diffidenza, considerate le promesse delle precedenti amministrazioni, quelli che sono i progetti odierni.

“Riqualificare la zona, garantire case dignitose e sicure e dare sfogo alle risorse di Ater, per evitare che manovre di carattere politico possano toglierle dal territorio civitavecchiese: questi i nostri obiettivi – ha spiegato il sindaco Cozzolino – un progetto di partecipazione e condivisione con chi vive il quartiere ed oggi deve far fronte ad evidenti problemi”.

Un intervento che verrà realizzato con nuovi sistemi costruttivi, utilizzando fonti energetiche alternative, riducendo al minimo il costo per consumi per gli inquilini, come ha precisato Passarelli. “L’idea – ha aggiunto – è che possa essere il primo di una serie di interventi del genere. Progetti come questo dimostrano l’importanza della presenza del presidio territoriale dell’Ater”.

Soddisfatto anche l’assessore all’Urbanistica Massimo Pantanelli che ha sottolineato come “attraverso questa urbanistica partecipata e la condivisione della progettazione si può valorizzare al meglio – ha sottolineato – il patrimonio immobiliare”. Di dettagli, ancora pochi. Il Comune vuole attendere lo studio di fattibilità. Si pensa, ad esempio, alla realizzazione delle nuove palazzine nell’area occupata attualmente da Città Pulita, mentre rimarrà al suo posto il campo da pallamano “Chiara Grammatico” e si potrebbe pensare ad una modifica dell’area verde da poco riqualificata, ossia quelli dei campetti “Graziuso” ripensandoli sempre all’interno del quartiere che potrebbe davvero assumere una forma diversa.

All’interno del protocollo di intesa una serie di impegni ed interventi, per far fronte all’emergenza abitativa, trasformando ad esempio in alloggi alcuni locali ai piani terra di stabili Ater, per predisporre un programma articolato di interventi di miglioramento conservativo del patrimonio abitativo pubblico, per prevenire e contrastare l’abusivismo.

  

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