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Terremoto, la Protezione Civile di Cerveteri si mobilita

Stamane è partito un gruppo di enduristi. Nel pomeriggio raggiungerà la zona una squadra di volontari che allestirà una tendopoli. L'AVIS si sta organizzando per raccogliere sangue con una autoemoteca in loco.  

Stamane è partito un gruppo di enduristi. Nel pomeriggio raggiungerà la zona una squadra di volontari che allestirà una tendopoli. L'AVIS si sta organizzando per raccogliere sangue con una autoemoteca in loco.  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Stanotte, in pochi hanno dormito. La scossa, anche se di minore entità, è stata avvertita anche nel nostro territorio e tanto è bastato per mettere tutti in allerta. I televisori accesi per soddisfare la fame di notizie, ed è verso le 4,30 che si comincia a prendere coscienza, che l’Italia, un’altra volta, era stata flagellata da un terremoto in alcune zone “severo” e che ci saremmo dovuti ancora una volta confrontare con il nostro spirito di solidarietà, con la nostra capacità reattiva, con le immagini di macerie e con la disperazione di chi in pochi secondi, ha perso tutto: qualche parente, un amico, un bambino, la casa. Ritornano allora alla mente il Friuli, l’Irpinia, l’Aquila e la rabbia per il cinismo degli affaristi che ridendo sembravano sfregarsi le mani per i proventi che avrebbero acquisito con la ricostruzione. Alla fine di tutti i flash che ti passano per la mente, rimane l’umana frustrazione di aver vissuto anni ed anni che le informazioni acquisite sulla sismicità del paese su base scientifica, non ha mai provocato la promozione di una cultura che potesse prevenire, che ci aiutasse a convivere con il fenomeno. Mai promossa una legislazione che prevedesse l’imposizione di criteri antisismici nelle costruzioni, e adeguamenti ad hoc. No siamo stati soltanto capaci di fare, elaborare piani di ricostruzione che vedono i terremotati dell’Irpinia ancora nei containers e soldi stanziati e dati per progetti che prevedevano l’implementazione di cantieri navali sui monti irpini in nome della ripresa e dell’occupazione. Eppure si sapeva che negli ultimi 2500 anni ci sono stati in Italia almeno 560 terremoti forti, fortissimi e catastrofici, cioè dall’ottavo all’undicesimo grado: in media uno ogni quattro anni e mezzo. Sono quelli di cui si hanno notizie precise al punto da poter stabilire per ognuno con sufficiente esattezza latitudine e longitudine dell’epicentro, l’anno in cui si è verificato e l’intensità.

Il nucleo Comunale della Protezione Civile di Cerveteri già da stamane si è mobilitato. E’ partita stamane una squadra di enduristi, efficientissimi nel portare soccorso in zone irraggiungibili con mezzi diversi e  nel pomeriggio partiranno i volontari per mettere su una tendopoli. Si raccomanda a chiunque fosse animato di portare soccorso con la loro presenza, di coordinarsi ed avvertire la protezione civile perché sul luogo del disastro una persona non addestrata potrebbe causare un ulteriore disagio. Marco Scarpellini, il comandante della Protezione Civile come al solito li coordina e li guida. E non ha dormito neanche l’infaticabile Gigetto Mecucci, il presidente della sezione dell’AVIS, che da anni ed anni provvede alla raccolta del sangue tra mille difficoltà, anche burocratiche che impediscono spesso collocazioni idonee e pubbliche per servizi che l’associazione ed il suo presidente offrono gratuitamente, che si è mobilitato affinché con l’utilizzo di una autoemoteca si possa raccogliere sangue in loco da mandare nelle zone dove il terremoto è stato più cruento.

Il Sindaco, da facebook fa sapere che presso l’autoparco comunale, all’inizio della via Settevene Palo, si possono portare coperte ed indumenti caldi da inviare a quella gente che per non finire sotto le macerie si è allontanato dalla casa che non ha più trovato, senza un maglioncino o una coperta. Ogni forma di solidarietà si può quindi esprimere in maniera ordinata e produttiva coordinandosi esclusivamente con la protezione civile chiedendo informazioni al n° 069941107.

 

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