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Terremoto, il Premier Renzi: "Almeno 120 vite spezzate"

“Ci sono almeno 120 vite spezzate in questo momento”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi durante la conferenza stampa organizzata da Rieti.

La situazione sismica nella zona del terremoto di questa notte “continua ad essere di forte attività con molte repliche che si susseguono nell’area”, di “piena attività”, ha spiegato la responsabile della struttura terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Daniela Pantosti, affermando che ci sono state circa 250 scosse.

Il primo bilancio ufficiale ed ancora provvisorio della Protezione Civile sui feriti del sisma ne registra 270. Sono 196 nell’area di Amatrice e Accumoli, nel reatino, e 74 nell’area di Arquata, nelle Marche. 

Una nuova violenta scossa ha fatto tremare l’area di Pescara del Tronto, facendo muovere le strutture di acciaio e le tende nel vicino campo di soccorso allestito dalla Protezione civile.

“L’emergenza avrà un lungo periodo di gestione, dovremo essere tutti all’altezza di questa sfida”, ha detto il premier Matteo Renzi.

“Al momento posso confermare che le vittime accertate alle ore 18 ad Amatrice e Accumoli sono 86”, ha confermato all’ANSA il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

“Il tema della ricostruzione è senz’altro prematuro nella discussione, ma tutti noi sappiamo perfettamente che la credibilità e l’onore di tutti noi sarà nel garantire una ricostruzione vera che consentirà agli abitanti di vivere, di ripartire”, ha detto Matteo Renzi.

“Domani in Cdm prenderemo i primi provvedimenti insieme alla protezione civile e al ministro Delrio – ha aggiunto il Premier – . I provvedimenti saranno immediati già nella giornata di domani”. “Questa visita sarà la prima di una lunga serie in questo territorio per dare certezza ai tempi di ricostruzione. Credo che sotto questo profilo lo spirito di solidarietà e condivisione dell’Italia vada preservato: tutti noi dobbiamo fare uno sforzo perché questo sentimento di solidarietà si traduca in gesti concreti. Noi siamo bravi a fare polemiche, a dividerci ma di fronte al dolore l’Italia mostra il suo volto più bello, dobbiamo essere orgogliosi” dei soccorritori e volontari che operano da questa notte.

“Da domani, per i prossimi mesi, saremo operativi sulla ricostruzione, ora è anche il momento in cui si possa far scendere qualche lacrima – ha detto Renzi – , per chi crede è il momento della preghiera, per chi non crede è il momento del rispetto. Questo è il momento della commozione. Se fosse il mese di ottobre il computo delle vittime sarebbe più facile. Oggi il numeri degli abitanti di quei comuni va moltiplicato per 10 e il numero delle vittime potrebbe crescere. Ma la nostra responsabilità è di dare il numero delle salme estratte ma è possibile che il numero cresca”.

Una devastazione ‘peggiore di quella dell’Aquila, mai vista una cosa così’. E’ la reazione dei soccorritori al lavoro nei paesi distrutti dal terremoto della scorsa notte

Nelle Marche, sono almeno 1.500 le persone rimaste senza casa, perché distrutta o inagibile, nelle zone delle Marche devastate dal terremoto. Lo rende noto la Protezione civile regionale.

La maggior parte dei senzatetto si concentra nel comune di Arquata del Tronto e della frazione di Pescara del Tronto, rasa al suolo. Verranno ospitati quasi tutti in tendopoli.

 Il presidente del Consiglio Renzi è stato anche ad Amatrice per dare il suo personale sostegno alle popolazioni delle zone del Centro Italia colpite. Il premier ha incontrato il ministro Delrio ed il capo della Protezione Civile Curcio, poi si è intrattenuto con alcuni volontari.

La terra ha continuato a tremare per tutto il giorno: una violenta scossa, di magnitudo 4.9, è stata avvertita nel primo pomeriggio scatenando il panico. Ad Amatrice e’ crollato anche lo storico Hotel Roma, nel centro storico della cittadina reatina, con diverse persone, circa dieci (in un primo momento si parlava di settanta), rimaste sepolte sotto le macerie.

Il Roma è un luogo celebre anche come ristorante per la amatriciana, il piatto che prende il nome dalla città.

 Ad Amatrice si lavora per salvare un bimbo che chiede aiuto da sotto le macerie, ad Accumoli estratto vivo, fra gli applausi, un quarantenne romano. Pronte numerose tendopoli per gli scampati.

I paesi distrutti offrono scene apocalittiche, i soccorritori a Pescara del Tronto descrivono una situazione ‘mai vista’, ed anche la presidente della Camera Boldrini, giunta sul posto, commenta: ‘Non c’è più nulla, sembra un bombardamento’. Il presidente del Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi, Fabio Tortorici, spiega da parte sua che in Italia si verificano scosse di magnitudo superiore a 6.3 ‘ogni 15 anni circa’, invita ad una ‘cultura diffusa’ della prevenzione sismica e osserva che gli edifici costruiti dopo il 2008 ‘hanno resistito meglio’.

Timori anche per il patrimonio culturale nelle zone più colpite. Piccole crepe si sono aperte nella struttura esterna del Duomo di Urbino, che è stato transennato. Crolli nel monastero di S.Chiara a Camerino e, ad Amatrice, nella basilica di San Francesco e la chiesa di Sant’Agostino. Il ministero dei beni culturali ha allertato le sue unità di crisi, in azione la task force italiana dei Caschi Blu della Cultura. A Roma sottoposto a verifiche il Colosseo, ma nessun danno.

Il ministero dell’Economia rende noto che il Fondo per le emergenze nazionali dispone di 234 milioni che saranno utilizzati per la gestione delle esigenze immediate.

Lo sciame sismico non si arresta. Altra forte scossa è stata avvertita poco fa, intorno alle 20.

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