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Raccolti con la lotteria oltre sei mila euro

Tutto l’incasso sarà devoluto alle popolazioni terremotate

Tutto l’incasso sarà devoluto alle popolazioni terremotate

di TONI MORETTI

CERVETERI – È inutile negarlo. La 55esima edizione della Sagra dell’Uva e del Vino dei colli ceriti che si è conclusa domenica 28, è stata diversa. Già la Pro Loco, l’ente che ne ha cura e l’organizza, l’aveva annunciata diversa, presentandola già nei percorsi espositivi e di transito diciamo obbligato dei visitatori, più inclusiva all’intera città, spostando il baricentro della festa dal centro storico, che era sempre stato protagonista assoluto, verso la parte bassa permettendo la partecipazione alle attività commerciali di un po’ tutti i quartieri. Poi, l’entusiasmo, l’apprensione dei preparativi da parte di tutti quelli che, rioni, pro loco , amministrazione, per tutto l’anno avevano lavorato per preparare l’evento, ebbe un sussulto. Il terremoto che ha coinvolto Lazio e Marche, distruggendo Amatrice, paese dal quale in molti a suo tempo si stanzializzarono a Cerveteri lasciando una rete di parentele che hanno reso sempre i due paesi molto vicini, provocò una risposta immediata di aiuto alle popolazioni inviando, proprio nei giorni del maggior bisogno per la sagra, il personale della protezione civile, comandante Scarpellini in testa, che come abbiamo poi visto si è tanto distinto sui luoghi del terremoto. Gli organizzatori stringono i denti. Raddoppiano la loro fatica. Vengono appena sfiorati dall’idea di annullare la sagra in rispetto alla memoria dei morti del terremoto, poi, d’accordo con l’amministrazione, decisero che «il miglior modo di onorare i morti era quello di pensare ai vivi», non sappiamo se ispirati da quanto disse il Presidente Sandro Pertini in occasione del disastro dell’Irpinia per incitare la solidarietà di tutto il popolo italiano. Decisero che tutto il lavoro fatto non andasse sprecato e con piccoli, saggi, sostanziali provvedimenti, diedero alla sagra l’occasione di diventare una opportunità catalizzatrice di aiuti concreti per le popolazioni afflitte che tanto avevano bisogno. Quale occasione migliore della sagra per posizionare uno stand della protezione civile per una raccolta di fondi per i terremotati? Fatto. C’era lo stand, il personale, in un punto strategico in piazza Aldo Moro dove hanno sfilato i carri e quindi punto di grande concentrazione dei visitatori, Rinunciare ai fuochi pirotecnici e devolvere l’intero incasso della vendita dei biglietti della lotteria che li avrebbe finanziati alla popolazione di Amatrice era un sacrificio possibile? Fatto. Dalla lotteria son stati ricavati oltre 6mila e 500 euro, che saranno oggetto di aiuto concreto subito. E non perdere nessuna occasione dal palco, qualunque cosa si facesse , per ricordare il dramma e il bisogno di quelle genti e incentivare donazioni, è stato bene farlo? Anche il parroco dall’altare all’aperto in piazza Aldo Moro, celebrando la Messa, ha ritenuto il tutto, l’indirizzo che si è dato alla sagra, cosa buona e giusta. E tutto questo è avvenuto non mandando sprecato tutto il lavoro fatto, ma dandogli una motivazione che lo ha nobilitato, non mortificando la tradizione di una città che anche in una occasione tragica ha dimostrato di esserci. 

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