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Annalisa Tomassini: "L'affair teatro"

CIVITAVECCHIA – “È difficile elaborare ragionamenti distaccati da situazioni di contrapposizione politica su un problema così sentito come quello della gestione del Teatro comunale ma io ci voglio provare.Inizio con una considerazione che suonerà come una provocazione ma non lo è:il Comune di Civitavecchia non può permettersi di gestire un teatro come il Traiano o meglio non lo può più fare.Se non si parte da questa semplice costatazione si andrà avanti mettendo pezze e togliendo risorse alla programmazione culturale della cttà.A questa conclusione ci arrivò già il Sindaco Saladini quando propose l’istituzione di una Fondazione “ad hoc” attorno alla quale attrarre investitori privati e riconsiderammo il problema durante l’Amministrazione Tidei  allorquando ci sembrò di cogliere un certo interesse alla gestione da parte della Fondazione Cariciv.Tutto si arenò sulle sabbie del concetto di “pubblico”: il teatro deve essere gestito dall’ente pubblico e non si cercarono strumenti di tutela della qualità dell’offerta o schemi di convenzione che avrebbero comunque garantito una certa governance da parte del Comune. Fu un errore?Secondo me posizioni di tale rigidità generano comunque errori. Si consideri  poi che con le risorse disponibili l’offerta culturale è quasi esclusivamente quella legata al cartellone teatrale lasciando così inevase tutte le proposte che giungono dalle tante e lodevoli realtà locali che non hanno né spazi né risorse senza pensare poi a settori trascurati come la musica e le arti figurative.Ne vale la pena?Se ogni amministratore deve agire come il buon padre di famiglia ,lo deve fare davvero,deve cioè cercare di ottimizzare le risorse a disposizione cercando di stabilire le reali priorità.Il teatro Traiano è un teatro prestigioso al quale si sono dedicati  i direttori artistici ed i sovrintendenti che si sono succeduti e l’hanno fatto con passione anzi direi con amore così come credo che lo stiano facendo Enrico Maria Falconi e Davide Tassi ai quali auguro buon lavoro ma il problema sarà sempre quello : la gestione del  Teatro toglie risorse a tutto il resto.Bisogna trovare una soluzione di compromesso guardando alla realtà con fredda lucidità.A chi amministra ora mi permetto una sola considerazione :la cultura è un settore dal quale dipende lo sviluppo armonico della società, che si affronta senza l’ansia della ”semplificazione”,al contrario se ne deve considerare la complessità”.

Annalisa Tomassini

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