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Convenzione: il consorzio Marina di San Nicola duro contro l'amministrazione

Ladispoli. Duro il presidente Firmani 

Ladispoli. Duro il presidente Firmani 

LADISPOLI – «Canti, stracci e telenovele sul palco di San Nicola. Con la cover dedicata a Lucio Battisti, giovedì 25 agosto, si sono spente le luci sul “Verdestate 2016” a San Nicola. Un’edizione, forse, come tante altre che ha avuto, però, il merito di aprirci la mente e dedicarci a qualche ragionamento». Così il presidente del Comitato San Nicola inizia il suo attacco all’amministrazione sul tema convenzione e passaggio delle opere tra Consorzio e Comune.
Il presidente ripercorre le tappe degli ultimi mesi fino agli ultimi eventi che hanno visto sul palco di Marina di San Nicola l’avvicendarsi di sindaco e presidente del consiglio comunale che hanno espresso il proprio punto sulla questione.
«Questi gli avvenimenti – continua Firmani –  che possono essere smentiti dagli attori di questa telenovela, applaudita da alcuni consorziati che non hanno ancora chiaro chi pagherà le opere indicate dal sindaco. Su questi temi c’è solo un porto delle nebbie che non definisce neppure un minimo contorno, tantomeno quale sia il progetto per il futuro di San Nicola».
«Il sindaco – continua Firmani –  mi ha definito un bugiardo nell’incontro con i cittadini tenuto il 4 Luglio scorso a San Nicola. Regalatomi gratis questo appellativo da parte di chi riveste cariche politiche da oltre 40 anni e che sicuramente di bugie non ne avrà mai dette, lo reputo come un complimento da aggiungere al mio curriculum. Io, al momento, mi tengo la qualifica di bugiardo, starà al Sindaco, invece, l’onere di specificare meglio quanto detto sul palco. Quello che, da questa parte, osserviamo è che del problema acqua non si è fatto accenno. Per i collaudi non s’è visto nessuno, sono già trascorsi quattro mesi dalla delibera e ne mancano altrettanti per arrivare a fine anno. Come facciano due parti, contrapposte in giudizio, a stare cordialmente insieme, sullo stesso palco, senza informare i presenti di quanto sta accadendo, resta un mistero».
«In ogni caso – conclude il presidente –  le luci del palco si sono spente, mentre non si spegne la polemica da parte de “Il Consorziato” nei nostri confronti. Il Direttore ci suggerisce di farci una ragione che esiste la democrazia. Forse, abbiamo concetti diversi al riguardo, ma da parte nostra resta alto il valore di chi la pensa diversamente e può manifestare la propria opinione senza essere “castigato”. La democrazia, illustre direttore, non prevede l’obbligo del silenzio, neppure se si è di fronte a quello che definite “uno sparuto numero di persone”. Mi auguro per Lei che, nella vita quotidiana, abbia maggior rispetto nei confronti delle “minoranze”. E se ne faccia anche Lei una ragione.
Sul vostro periodico dimenticate di informare coloro che vi pagano lo stipendio, cioè i Consorziati, omettete quanto succede nelle vostre stanze, ma non dimenticate mai di pungere chi non ha mai avuto la possibilità di scrivere neppure un rigo per far sentire un’opinione diversa dalla vostra».

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