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Don Mimmo: "Ci stiamo organizzando per gestire il dopo"

La Caritas chiede ai parroci della Diocesi di attivarsi per sostenere i terremotati

La Caritas chiede ai parroci della Diocesi di attivarsi per sostenere i terremotati

di DANILA TOZZI

CERVETERI – Anche la Chiesa, a modo suo e d’altra parte non poteva essere diversamente, sta applicando modalità e sistemi per portare aiuto e conforto alle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto scorso. Così nei giorni subito dopo il terremoto, sono giunti a tutti i parroci della Diocesi di Porto e Santa Rufina, con una lettera una serie di raccomandazioni e suggerimenti perché tutti, anche chi non è andato a prestare soccorso nelle zone disastrate, potesse, attraverso un contributo economico, portare un po’ di sollievo alle tribolazioni di queste persone colpite negli affetti più cari e nella necessità di dover ricostruire tutto. In particolare il direttore della Caritas Italiana, don Francesco Antonio Soddu, si è recato sul posto per avere più chiaro il quadro della situazione delle esigenze dei territori colpiti. «A tal proposito – si legge ancora nella lettera- per ora, non sono previste raccolte di viveri, vestiario, suppellettili ecc. o altro materiale». Nel frattempo però la Caritas ha espresso quali possibili azioni mettere in atto. Una di queste è posizionare in chiesa una cassetta per dare la possibilità ai fedeli di contribuire con la propria offerta ai terremotati e fin da questo fine settimana tali offerte, raccolte durante le messe, in particolare domenica 18 settembre, saranno destinate ai progetti di accompagnamento e ricostruzione che avverranno nel medio e lungo periodo. Ed è proprio su questo punto che il parroco di Marina di Cerveteri, Mons. Domenico Giannandrea, ha marcato con forza il suo pensiero. «Il problema è mantenere viva l’attenzione su questa tragedia anche quando i riflettori dei media saranno spenti e allora è lì che si misurerà tutta la forza e la vera solidarietà. Ora la ferita è fresca ma quando magari tra qualche mese nessun giornale ne parlerà, noi dobbiamo dare il segnale che non abbiamo dimenticato e aiutare chi è rimasto solo e senza niente». Perciò nella parrocchia San Francesco d’Assisi si è riunita una rappresentanza delle varie commissioni del Consiglio Pastorale per approntare una serie di iniziative volte appunto a non lasciar cadere nel dimenticatoio il dramma vissuto appena una settimana fa. L’idea, che però è ancora in fase di sviluppo definitivo, è di allestire uno spettacolo nella coincidenza della data del Santo Patrono 4 ottobre, con una cena e devolvere il ricavato ai terremotati. Intanto la Caritas rammenta che si può inviare denaro attraverso il c/c bancario presso Banca Credito Cooperativo di Roma IBAN IT 82 T 08327 03228 000 000 000 800 CAUSALE “Terremoto Centro Italia 2016” e che i progetti Caritas verranno ideati a partire dalle esigenze delle diocesi colpite e puntualmente rendicontati. Nessun timore quindi di truffe o “sòle”: soldi sicuri che andranno a chi ne ha veramente bisogno.

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