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Famiglie cerveterane provenienti dai luoghi del sisma

Famiglie cerveterane provenienti dai luoghi del sisma

Lamberto Ramazzotti ci guida in questa escursione storica a Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso

di TONI MORETTI

CERVETERI – Seguendo le tracce delle famiglie di Cerveteri che hanno provenienza o comunque legami con le zone terremotate, ci imbattiamo in Lamberto Ramazzotti, toscano sì di origine ma da tanto tempo a Cerveteri da esserne un po’ una memoria storica. Memoria supportata tra l’altro dalla sua attività personale da una parte, sarebbe strano infatti trovare  un cervetrano che non ha mai varcato la porta del suo studio tecnico, egli infatti è il “geometra” per antonomasia, e poi per la sua intensa attività politica che lo ha visto anche seduto sulla poltrona di Sindaco. Chiediamo a lui informazioni, di fornirci qualche traccia. La mano sulla fronte per sollecitare i ricordi, e si entra nella storia recente.
«Fu proprio quando feci il sindaco – Ci dice,- che mi venne in mente di censire la provenienza dei nuclei familiari di Cerveteri e venni così a conoscenza che il paese della val Nerina, Castelsantangelo sul Nera, era quello dal quale provenivano più di 350 famiglie cervetane, oltre ad altre di Ussitta che dista a cinque chilometri e Visso a tre. La famiglia del dott. Renzi, il direttore della farmacia, quella di Guido Rossi, che ha le case lì, Temperi, Luchetti, i Mezzopane, i Serpieri, i Travagliati, i Marzoli, i Montesi, i Frattari, quelli della fabbrica dei mobili, i Luchenti che anche lì possiedono molti immobili, e poi i Donati, i Piergentili (Achille), i Falconi, Spuntarelli, Polidori e altri che adesso non mi vengono, quindi si può immaginare che il legame con Cerveteri è forte. Negli anni settanta, quando quella zona, politicamente feudo di Sensi e Forlani, ebbe un grande sviluppo turistico, i ragazzi cervetrani hanno diretto discoteche e stazioni da sci. I loro avi si mossero da lì all’epoca della “grande transumanza”, e si fermarono a Cerveteri attirati dalla bonifica e dalla riforma agraria. Anche io, ripeto, toscano ma a Cerveteri, ho comprato una casetta lì».
Immagino quindi che sarai informato. Come è la situazione da quelle parti?
«A Castelsantangelo sul Nera,  sono crollate due  Chiese, sono crollate delle case e il trenta per cento del paese è inagibile. E’ crollato un centro di ricovero per anziani e due bad&breakfast sono inagibili per le crepe strutturali provocate dal sisma.  La mancanza di morti forse non ha permesso a questi paesini del maceratese di rimanere sotto il riflettore mediatico, ma bisogna tener presente che vicino a Castelsantangelo c’è stato l’epicentro della seconda scossa, quella delle 4,32 che è stata anche lì devastante dal punto di vista dei danni fortunatamente senza morti. E il perdurare delle scosse prodotte dallo sciame sismico peggiorano progressivamente la situazione».
Il Sindaco  di Castelsantangelo Mauro Falcucci, avverte i possessori di Cerveteri delle circa quattrocento case di quel luogo, che sul sito del comune è scaricabile un modulo per la richiesta gratuita che può essere inviata anche per posta elettronica di un sopralluogo di verifica dello stato delle abitazioni e dell’accertamento dell’agibilità delle stesse. Stesso provvedimento hanno preso i comuni di Ussita e Visso.
Ecco spiegato quindi il grande scambio di informazioni che hanno reso bollenti i social la notte del disastro.  Chi da Cerveteri chiedeva notizie di figli in vacanza, dei nipotini che erano con loro, di zie e zii. Una grande apprensione che traspariva della quale ora si trova una spiegazione. 

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