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M5S: processo stalinista alla Bagnano

M5S: processo stalinista alla Bagnano

Il cerchio magico che sostiene Cozzolino prova a far fuori senza successo la consigliera che da mesi sta richiamando l’amministrazione comunale M5S alle proprie responsabilità. Insulti sessisti, poi accuse senza prove: un anno fa avrebbe chiesto un posto di lavoro a Monti. Un consigliere si scaglia anche contro la deputata Marta Grande: "Zitta tu, amica di mafiosi". E la questione potrebbe finire in Procura. Anche la presidente Riccetti contro "l'inquisizione": esibito un documento politicamente compromettente per il Sindaco, che candidato firmò promesse elettorali sulla carta intestata del Movimento  IL MEETUP: "FUORI IL DELEGATO, IL CONSIGLIERE SIA SOSPESO DALLE FUNZIONI"

CIVITAVECCHIA – Raffaella Bagnano l’ha fatta grossa: si è messa contro il ‘‘cerchio magico’’ che sostiene il sindaco Cozzolino, denunciando apertamente tutto quello che non va, a partire dall’inerzia dell’assessore Pantanelli sui dehors. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’invito all’europarlamentare Castaldo a partecipare all’aperitivo di solidarietà a sostegno del canile comunale, senza informare prima il sinedrio. Sì, come può una semplice consiglieretta rapportarsi con un personaggio di spessore vicino alla Raggi, quando il primo cittadino civitavecchiese da mesi non riesce ancora a mettersi in contatto con il sindaco di Roma?

Tanto basta per metterla nel tritacarne. Il “coraggioso” Cozzolino ha giocato di astuzia, delegando un attivista del Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo nelle scorse settimane ha fatto delle illazioni proprio sulla Bagnano, nel tentativo di metterla in cattiva luce utilizzando la mail del movimento.  

E l’altra sera, nel corso di una infuocata riunione di maggioranza (assente il Sindaco) è stato celebrato il processo in pieno stile stalinista. Emanuele La Rosa, nuovo capogruppo grillino, nei panni del pubblico ministero ha messo in chiaro le cose, rivolgendosi proprio a Raffaella Bagnano: un anno fa quest’ultima – secondo la delazione dell’accusa – avrebbe chiesto a un altro consigliere comunale M5S  di intercedere presso l’allora commissario dell’Autorità portuale Pasqualino Monti, al fine di ottenere un posto di lavoro. Un anno fa, ma guarda caso se ne parla solo oggi che la grillina sta richiamando una maggioranza inconcludente alle proprie responsabilità, nel tentativo di invertire la rotta. La Bagnano ha negato ogni cosa, fornendo (benché non fosse certo tenuta) a La Rosa i dettagli del lavoro che svolge, con tanto di attestazioni, proprio per sgombrare il campo da ogni illazione.

Tutto inutile: urla, insulti e parolacce all’indirizzo della consigliera, con riferimenti sessuali degni della peggiore categoria di esseri umani. Un trattamento patetico, che rappresenta chiaramente l’incapacità politica di un ‘‘cerchio magico’’ convinto che con questa mossa avrebbe portato la scomoda Raffaella Bagnano alle dimissioni da consigliera comunale.

Anche se si volesse ipotizzare un fondo di verità in tutta questa storia, come mai il ‘‘consigliere informato sui fatti’’ ha parlato solo oggi, a un anno di distanza dai fatti contestati? Paura di perdere l’amicizia con un Pasqualino Monti allora in auge, oppure solo oggi (dopo il cambio al vertice dell’Authority) si ravvisa la necessità di togliere di mezzo delle figure scomode che non consentirebbero più a Cozzolino e alla sua ciurma di amministrare Civitavecchia come fosse un condominio? Un processino sommario che neppure ai militari di leva veniva fatto, allorquando bastavano due superiori per infliggere punizioni ai soldati, spesso immeritate o per semplice ripicca.

Chi ha provato a riportare le cose sul giusto binario è stata la parlamentare grillina Marta Grande, accusata subito da un consigliere comunale senza uno straccio di prova di intrattenere rapporti con presunti amici definiti “mafiosi”, frasi proferite che potrebbero avere strascichi giudiziari.

Due fazioni ben delineate, quella che ancora dialoga con la base e con i cittadini e il ‘‘cerchio magico’’ che ha praticamente appoggiato ed ispirato tutte le scelte di un’amministrazione ormai allo sbando, dai soldi Enel al Cara, dal fondo immobiliare al forno crematorio.

Eppure l’oggetto della riunione avrebbe dovuto riguardare proprio il forno crematorio, che sta raccogliendo dentro e fuori dalle stanze a cinque stelle un numero sempre più elevato di contrari. Insomma, il sindaco Antonio Cozzolino credeva di aver studiato bene le mosse, delegando ai suoi scudieri il compito di spazzare via ogni resistenza alle continue baggianate partorite da una giunta che va a ruota libera e non ha un senso, nascondendosi dietro le ferie per non partecipare all’impegnativo incontro che di sicuro, visto il suo rinomato carisma, non sarebbe stato in grado di gestire. Questa volta però il cerchio magico ha trovato pane per i suoi denti: un fronte compatto, tutto femminile, intenzionato a rimettere immediatamente la palla al centro e a fare politica con la gente, per la gente e tra la gente, secondo i principi del Movimento 5 Stelle.

Raffaella Bagnano non si è sentita sola, al suo fianco un’altra consigliera giovanissima, Fabrizia Trapanesi, che ha saputo controbattere ad accuse infondate che lasciano il tempo che trovano. Perdere le menti brillanti per farsi rappresentare poi sui social da chi in città è tutt’altro che stimato: questa la scelta obbligata di Cozzolino e dei suoi fedelissimi, la cui immagine è da tempo nelle mani di collezionisti di figuracce dai trascorsi incompatibili con quanto previsto per appartenere al M5S.

Sotto il tappeto, storie neppure tanto vecchie di fatti noti, che hanno raccontato e raccontano di soldi spariti, cartellini timbrati impropriamente, affitti mai pagati, ‘‘appaltini’’ presi miracolosamente, assunzioni per meriti speciali e tanto altro ancora. Ma tutto questo non imbarazza il sindaco né il cerchio magico, che convive tranquillamente con tutti a patto che non venga ostacolato il progetto di demolizione di Civitavecchia.

Perché a questo si arriverebbe continuando su questa strada. La partita l’ha chiusa Alessandra Riccetti, tirando fuori un fatto politicamente compromettente che avrebbe visto proprio Antonio Cozzolino firmare una promessa  in campagna elettorale su carta intestata del Movimento 5 Stelle. La presidente del consiglio comunale ha tenuto sotto scacco i presenti, chiedendo spiegazioni e soprattutto pretendendo di sapere se al sindaco firmatario di tanto azzardo sarebbe toccato lo stesso processo riservato alla Bagnano. Ovviamente gli scudieri del primo cittadino hanno sminuito il problema, che di sicuro si ripresenterà sotto altra forma nei prossimi giorni.

Un fatto è certo, la presa di posizione delle tre consigliere grilline appare come l’ultima spiaggia per tornare (o meglio cominciare finalmente) ad amministrare la città secondo il mandato elettorale. Gli equilibri sono cambiati e gli effetti non tarderanno ad arrivare, nonostante l’estremo tentativo del capogruppo Emanuele La Rosa di ‘‘chiudere la stalla’’ facendo firmare a tutti un documento unitario in cui si parla di una riunione tranquilla. Oramai i buoi, o meglio i purosangue, sono scappati e Cozzolino dovrà solo scegliere se scendere con i piedi per terra o continuare a trottare insieme agli asini, in attesa di un’implosione che appare più che mai vicina.

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