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Nuove regole per la caccia al cinghiale

Novità introdotte dalla Regione Lazio per tutelare la specie e l’habitat. Nuove regole per la caccia al cinghiale

Novità introdotte dalla Regione Lazio per tutelare la specie e l’habitat. Nuove regole per la caccia al cinghiale

CERVETERI – Arrivano dalla Regione Lazio le nuove regole per la caccia al cinghiale per tutelarne le specie, gli habitat e la convivenza con l’uomo. A dare l’annuncio Bruno Santi, delegato alla caccia che dice: «Lo scorso 5 agosto il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha firmato il decreto che disciplina la caccia al cinghiale in braccata, che dalle nostre parti si chiama ‘’la cacciarella’’. Le novità introdotte sono molte e tutte finalizzate ad una maggiore tutela non soltanto degli animali, ma anche del loro habitat. Tutti i cacciatori dovranno tenerne conto». Il nuovo disciplinare è stato illustrato, lo scorso 18 agosto, al Granarone dove si è tenuto l’incontro con i capisquadra di caccia al cinghiale dei tre comprensori Cerite, Tolfetano e Manziate, al quale ha partecipato il presidente dell’ATC (Rm1) Leandro Calzetta, e il tecnico faunistico dottor Fioravante Serrani, il responsabile della Ripartizione sicurezza del Comune di Cerveteri Marco Scarpellini e lo stesso Bruno Santi (in qualità di consigliere del predetto ATC Rm1). «Entro il 20 settembre di quest’anno – ha proseguito Bruni – le squadre di cacciatori che intendono esercitare la caccia al cinghiale, dovranno presentare domanda agli ATC. Le squadre dovranno essere formate da un minimo di 25 ad un massimo di 70 cacciatori ed ogni membro dovrà indossare giubbini ad alta visibilità e segnalare con cartelli la propria presenza. Ogni cacciatore potrà chiedere di essere ammesso in una squadra operante sul territorio regionale, con possibilità di essere ospitato in altre squadre nei giorni in cui non esercita non la propria. Resta esclusa la possibilità di cacciare in altre forme nei giorni in cui partecipa alla battuta. Inoltre, sul piano sanitario, il nuovo disciplinare impone ad ogni ATC di stipulare dei protocolli d’intesa con le ASL al fine di controllare la salubrità delle carni e smaltire correttamente i residui delle carcasse degli animali».

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