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Offre soldi per evitare l'arresto

Offre soldi per evitare l'arresto

Dopo aver aggredito i Carabinieri si è fatto ricoverare accusando un malore. Una volta in ospedale ha tentato di corrompere i militari. Trecento euro per guadagnarsi la libertà: ora è recluso presso il carcere di Aurelia

CIVITAVECCHIA – Prima fa lo sborone, poi la vittima, alla fine si fa arrestare. Grande performance di K.M., albanese di 31anni, incappato l’altro ieri in un controllo dei Carabinieri sull’Aurelia, nei pressi di Ladispoli. Tutto è accaduto al chilometro 35: i militari dell’Arma fermano una Nissan Micra condotta da un italiano e chiedono l’esibizione dei documenti. Il 31enne albanese, seduto di fianco, ha subito da ridire e fa la voce grossa contestando il controllo.

Dalle parole ai fatti e l’uomo tenta di aggredire fisicamente i Carabinieri dopo averli minacciati, i quali riescono a contenerlo a fatica. L’albanese chiama la Polizia, accusa poi un malore e contatta anche il 118. All’arrivo dell’ambulanza stava ancora discutendo con i militari con fare aggressivo, tanto che non ha notato la presenza dei paramedici che hanno invece constatato subito una situazione tutt’altro che preoccupante sotto il profilo della salute.

Ma il protocollo va applicato e 31enne è stato trasportato all’ospedale San Paolo di Civitavecchia. Alla vista dei medici, probabilmente l’uomo avrà riacquisito – si fa per dire – la giusta lucidità: cosa accadrà adesso? Da qui l’idea geniale di avvicinare l’appuntato dei Carabinieri per offrirgli cento euro per chiudere la vicenda. Incredulo il militare si è rivolto al capo servizio e il brigadiere a sua volta ha chiesto spiegazioni a K.M.

Scusandosi mortificato dell’ingiusto e poco imparziale trattamento e pensando di aver sborsato una somma inadeguata al tipo di favore richiesto, il 31enne albanese ha tirato fuori altri due biglietti da cento euro: trecento euro per insabbiare quella brutta storia, secondo lo straniero avrebbero rappresentato una somma adeguata. Adeguata per assicurargli l’ingresso in carcere: il brigadiere dei Carabinieri, infatti, ha pazientemente atteso la conclusione del lavoro dei medici dell’ospedale, poi ha arrestato l’uomo che ora si trova presso il carcere di Borgata Aurelia. Dovrà rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, oltre che di tentata corruzione.

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