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Immigrati a Tarquinia, subito 30 in una struttura privata

Immigrati a Tarquinia, subito 30 in una struttura privata

Torna in primo piano la questione dell’accoglienza che tiene impegnate le forze politiche cittadine e preoccupa i residenti. Il prefetto mercoledì pomeriggio ha comunicato al sindaco l’arrivo dei profughi. Ieri riunita la commissione dei capigruppo. Il Comune chiede vigilanza e controlli di Polizia e Carabinieri

TARQUINIA – Torna a tenere banco la questione immigrati a Tarquinia con la notizia certa che nelle prossime ore arriverà in città un gruppo di profughi. Si parla di una ventina, una quantità che potrà raggiungere un tetto massimo di circa trenta unità. Almeno stando alla situazione attuale.

I migranti, richiedenti asilo, saranno ospitati con formula temporanea, per una prima accoglienza, presso una struttura privata situata in un’area a forte densità popolare e a ridosso di una struttura turistica.

I proprietari della struttura, peraltro situata a ridosso anche degli uffici Asl, hanno cioè dato la loro disponibilità all’accoglienza, ottenendo il placet della Prefettura, che al momento ha preferito la struttura ricettiva ad altre realtà private, sempre di Tarquinia, che hanno ugualmente risposto all’appello dell’ufficio territoriale del governo.

Mercoledì pomeriggio il primo tam tam tra il prefetto di Viterbo Rita Piermatti e il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola e a seguire la diffusione della notizia tra tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, con la convocazione urgente di una riunione di giunta.

Ieri, inoltre, è stata convocata per il pomeriggio alle 17,30, la commissione dei capigruppo per discutere ufficialmente della questione che, se di fatto sembra bloccare temporaneamente l’ipotesi di centinaia di arrivi all’ex Polveriera (ma la mappa dei siti nella disponibilità del Ministero non lascerebbe scampo per Tarquinia), lascia comunque aperta all’accoglienza una cifra di immigrati non ancora definita e regolamentata.

Il Comune di Tarquinia, del resto, è ancora sprovvisto di una delibera di consiglio che ufficializzi la posizione della città sulla questione che continua ad essere pressante per il persistere dell’emergenza.

In sostanza, la commissione dei capigruppo ieri ha preso formalmente atto della notizia comunicata dalla Prefettura. 

Se in seno alla maggioranza di centrosinistra la parola d’ordine è il «sì all’accoglienza diffusa», le forze di opposizione proseguono nel «fermo no» di fronte ad una situazione che potrebbe sfuggire di mano in termini di numeri e in termini di conseguenze per il turismo e l’economia della città.

Le forze di maggioranza da parte loro confidano anche nell’imminente varo del decreto che dovrebbe fissare per ciascun comune un numero massimo di tre immigrati ogni mille abitanti, arrivando quindi a prevedere un massimo di cinquanta immigrati per la città di Tarquinia. Anche se la proposta del Governo fissa il tetto a 25 migranti ogni mille, prospettando l’arrivo di più di 400 per il comune etrusco.

In ogni caso, nell’eventualità in cui le forze di opposizione dovessero richiedere la convocazione di un consiglio comunale (quello aperto è stato ampiamente scartato dalla maggioranza), il presidente Armando Palmini dovrà convocare l’assise nel corso della quale verrà fatto il punto della situazione.

Gli arrivi previsti nelle prossime ore saranno gestiti ‘’nella massima discrezione”, come richiesto al prefetto dalla stessa amministrazione comunale.

Il Comune ha anche richiesto controlli da parte della Polizia e dei Carabinieri. I controlli sanitari saranno invece affidati alla struttura stessa che ospita i richiedenti asilo.

Secondo quanto riferito dalla Prefettura, gli arrivi previsti in queste ore per la provincia di Viterbo sarebbero 50. In un primo momento si era parlato di accoglierli tutti a Tarquinia.

Il sindaco Mazzola ha però posto un freno, rimarcando l’esigenza di spalmare il numero su tutto il territorio della provincia. Da qui la decisione di dividerli tra Tarquinia e Acquapendente. (a.r.)

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