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Agraria Tarquinia: Pd e MoRi verso "il divorzio"

Agraria Tarquinia: Pd e MoRi verso "il divorzio"

I centristi: «Il Partito Democratico ha rinunciato ad affrontare i veri temi»

TARQUINIA – Continua ad allargarsi lo strappo tra le forze di maggioranza di centrosinistra in seno all’Università Agraria di Tarquinia. Sempre più lontane appaiono ormai le posizioni tra il Partito democratico e i Moderati e Riformisti. A stigmatizzare la lontananza di vedute sono proprio i ‘centristi’. «Grande delusione per l’incontro politico di venerdì – tuonano i MoRi – Alla fine, gli unici “incompetenti e inadeguati”, per dirla come loro, si sono rivelati proprio i membri della segreteria del Pd, i quali, incapaci di cercare le vere ragioni della crisi dell’Università Agraria, hanno invece preferito spostare il dibattito politico sul tema delle poltrone, delle indennità, della inutile nomina del presidente del consiglio, delle patenti d’idoneità da assegnare a questo o a quell’altro amministratore».

«Incapaci di cercare le vere ragioni dello stare insieme di una coalizione, della comune visione di gestione di un Ente, del modello di città che si vorrebbe costruire, oggi per domani, all’Agraria come in Comune, i nostri alleati, con la supponenza di sempre, hanno lasciato prevalere presunte tecnicalità sul dibattito politico, rinunciando ad affrontare con coraggio i veri temi da affrontare per la crescita e lo sviluppo della nostra comunità e di questo territorio».

«Come movimento “Moderati e Riformisti” – affermano i MoRi – interpretando un progetto politico che fonda nel civismo le proprie ragioni del suo esistere, riteniamo fallimentare la gestione della crisi dell’Università Agraria così come impostata dai nostri alleati». Quindi l’ultimatum: «Se vi saranno ancora margini per avviare un dialogo serio e costruttivo, saremo, come siamo sempre stati, disponibili a valutare condizioni, idee e progetti per ripartire insieme. Diversamente, non resterà che trarre le conseguenti conclusioni». (a.r.)

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