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Civitavecchia, Santa Rita: autorizzazione provvisoria per le Asse

Civitavecchia, Santa Rita: autorizzazione provvisoria per le Asse

Il Comune ha concesso sessanta giorni per tamponare l’emergenza, con l’istituto che ha ripreso possesso della struttura dopo il rilascio da parte di Sigesa. Trenta gli anziani attualmente presenti. Tredici le suore impegnate a garantire il funzionamento della casa di riposo. Nessuna soluzione per gli ex lavoratori 

CIVITAVECCHIA – Un’autorizzazione provvisoria, della durata di sei mesi, per garantire il funzionamento della casa di riposo Santa Rita. È quella concessa dall’amministrazione comunale alle Asse, l’istituto delle Agostiniane Serve del Signore per l’Evangelizzazione che lunedì è tornato in possesso della struttura, a seguito di un provvedimento del Tribunale, con la Sigesa – società che per un anno ha gestito la casa di riposo – che ha rilasciato i locali. Le Asse si sono dette disponibili a prendere in carico e sotto la propria responsabilità i degenti ricoverati: tredici le religiose attualmente operative, in qualità di OSS con esperienza superiore a cinque anni, come prevede la legge. È stato l’assessore ai Servizi Sociali Daniela Lucernoni a ribadire, nei giorni scorsi, la necessità del trasferimento della maggior parte degli anziani in una struttura idonea, una rsa in particolare. Ma attualmente sono ancora 30 gli ospiti della casa di riposo. Questi sessanta giorni serviranno quindi per sistemare le cose. 

Due mesi autorizzati “per assicurare ed agevolare il percorso di ricollocazione degli anziani in altre strutture idonee – si legge nella determinazione dirigenziale – non si potranno effettuare nuovi inserimenti presso la struttura residenziale fino al rilascio di eventuale nuova autorizzazione e predisporre, qualora nella struttura siano presenti anziani totalmente non autosufficienti, nelle more del ricovero in adeguate strutture sociosanitarie in accordo con la Asl, un piano individualizzato di assistenza che preveda accessi domiciliari programmati del medico di medicina generale dell’assistito ed eventuali prestazioni sanitarie e sociosanitarie programmate dal competente servizio della Asl qualora sia necessaria anche un’assistenza infermieristica, riabilitativa, domiciliare e specialistica”.

Deve poi essere garantita la presenza di operatori socio sanitari in numero non inferiore ad un operatore ogni  venti anziani ed uno ogni 40 in orario notturno. In questi due mesi, quindi, si dovrà procedere al trasferimento degli ospiti oppure dovranno essere richieste eventuali nuove autorizzazioni. Un atto quindi necessario a tamponare l’emergenza, a tutela degli ospiti presenti nella struttura.

Nel pomeriggio intanto si è svolto un incontro a Palazzo del Pincio per affrontare la situazione degli ormai ex lavoratori. Assente la Sigesa, tanto che i sindacati, Cgil e Uil, hanno confermato di procedere con la vertenza, avviando le ingiunzioni di pagamento per gli stipendi ancora in sospeso. «Nella datriba tra Asse e Sigesa – ha commentato il rappresentante della Cgil Sergio Muratore – ci hanno rimesso i lavoratori, oggi senza neanche lettere di licenziamento. Ci siamo comunque aggiornati al termine dei sessanta giorni per verificare la possibilità o meno di eventuali nuove riassunzioni».

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