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Tirreno Power: è rottura con i sindacati

Tirreno Power: è rottura con i sindacati

L'azienda decisa a perseguire la strada della mobilità obbligatoria per 186 dipendenti. Non si escludono scioperi 

CIVITAVECCHIA – Tirreno Power avvia la procedura di mobilità per 186 lavoratori: è rottura totale tra azienda e sindacati sulla vicenda Tirreno Power. Questo l’esito dell’incontro di questa mattina a Roma, con l’azienda decisa a perseguire la strada della mobilità obbligatoria. “L’anticamera dei licenziamenti” secondo i sindacati, che non escludono la possibilità di sciopero negli impianti.  

“Il tavolo di oggi – hanno spiegato le segreterie nazionali dei sindacati Uiltec Uil, Flaei Cisl e Filctem Cgil – ha sancito la spaccatura definitiva. L’azienda non ha dato alcuna disponibilità alla trattativa: gli abbiamo chiesto in primis dividere i problemi tra i siti Civitavecchia, Napoli e Vado Ligure e poi ricercare soluzioni pratiche come insourcing, incentivi all’esodo, mobilità volontaria, cassa integrazione incentivata e altra solidarietà. Tirreno power ha invece annunciato l’apertura della mobilità obbligatoria. L’invito del ministero dello Sviluppo economico – hanno concluso – non è stato recepito da Tirreno Power, hanno proposto di continuare gli incontri ma avendoci già anticipato che hanno margini ristretti, abbiamo quindi rifiutato”. 

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