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Civitavecchia, M5S: rimane la spaccatura

Civitavecchia, M5S: rimane la spaccatura

La riunione di ieri con il direttorio non ha risolto alcun problema. Frattura in maggioranza: i parlamentari tentano di salvare il sindaco. BONAFEDE E FRACCARO: "PIENA FIDUCIA NELLA GIUNTA COZZOLINO"

CIVITAVECCHIA – Resa dei conti a Cinque Stelle ieri pomeriggio al Comune. Dopo la spaccatura in maggioranza che ha delineato due fronti distinti e distanti l’uno dall’altro, causata da false accuse rivolte alla consigliera Raffaella Bagnano (non più gradita dal cerchio magico per via della sua scomoda attività politica che non risparmia né l’opposizione né la maggioranza grillina) seguite da insulti sessisti e soprattutto dopo la presa di posizione della presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti e della consigliera Fabrizia Trapanesi, a Civitavecchia sono arrivati due deputati del direttorio  M5S, per cercare di riportare la pace nella coalizione guidata da Antonio Cozzolino. 

Deputati che già subito dopo la spaccatura si sono mostrati ampiamenti vicini alla giunta, incuranti di una Civitavecchia che questo gruppo al governo proprio non lo vuole più e fedeli a un unico principio che oggi anima il movimento di Grillo a livello nazionale: salvate il soldato Antonio. 
Cozzolino va tenuto in piedi a tutti i costi e al diavolo se la città affonda, se la magistratura sta mettendo le mani su errori clamorosi commessi da questa squadra che di Cinque Stelle non ha proprio nulla, se non esiste un solo settore del Comune che possa essere definito ‘‘snello e funzionante’’. L’importante è non mollare le poltrone.  

Che cosa si sono detti i consiglieri nel corso della riunione di ieri a palazzo del Pincio? Bocche cucite, per il momento, sull’esito dell’incontro: nessun consigliere comunale ha voluto rilasciare dichiarazioni. Anche gli attivisti del M5S presenti a piazzale Guglielmotti per sostenere le tre ‘‘grilline rivoltose’’ alla fine hanno mollato per sopraggiunti impegni e hanno lasciato il luogo dell’incontro, in attesa di apprendere i dettagli da successivi confronti interni al movimento. 

Certo, appare singolare la gestione dell’intera vicenda: due deputati che arrivano da Roma e la parlamentare civitavecchiese, Marta Grande, neppure viene invitata a dire la sua. È vero che non appartiene alla maggioranza di Cozzolino, ma proprio lei nell’infuocato incontro di alcuni giorni fa ha ricevute accuse gravissime da parte di un consigliere comunale, lo stesso che ha poi attaccato pesantemente la Bagnano con insulti sessisti. Un direttorio che si rispetti avrebbe dovuto quantomeno consentire a Marta Grande di dire la sua, visto che tra l’altro non ha ricevuto ancora neppure delle scuse informali. 
Secondo indiscrezioni, l’ordine di scuderia sarebbe quello di minimizzare sempre, anche davanti a colpe gravi che di sicuro non consentirebbero più a questa amministrazione comunale di andare avanti. E poi c’è il discorso del simbolo del Movimento 5 Stelle: a nessuno interessa perderlo e proprio il ricatto potrebbe tenere ancora in piedi una situazione che, se non oggi, potrebbe esplodere già domani. Una cosa è certa, al di là di tutta questa storia, fatta di insulti, trame, accuse infamanti e discriminazioni, coloro che avrebbero dovuto fare la differenza, con propositi di trasparenza ed onestà, sono riusciti a scrivere una bruttissima pagina di politica cittadina (e non solo) proprio sotto il logo del movimento di Grillo. Per non parlare del fatto che Cozzolino ha perso la sua maggioranza bulgara e i prossimi tre anni potrebbe passarli a disinnescare bombe. Ammesso che saranno veramente tre gli anni di amministrazione che gli rimangono.

 

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