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Civitavecchia, agguato alle donne dissidenti

Civitavecchia, agguato alle donne dissidenti

Il ricatto del simbolo del Movimento 5 Stelle adesso non basta più: Bonafede fa da pompiere, Riccetti, Trapanesi e Bagnano  vanno avanti. Cozzolino e il cerchio magico si sentono al sicuro: sul crematorio pronti a tirare dritto 

CIVITAVECCHIA – Ma quale confronto. Il teatrino messo in piedi nel corso della riunione di giovedì al Pincio, alla presenza del M5S nazionale, è stato peggiore dell’incontro di maggioranza messo su per schiacciare le donne grilline che ancora tirano su la testa di fronte a scelte assurde partorite dalla giunta Cozzolino. Questa volta i furboni del cerchio magico non hanno alzato la voce, né usato insulti sessisti: dovevano dare all’onorevole Alfonso Bonafede l’impressione di essere scolaretti modello. Tutto questo nonostante gli accordi iniziali: l’indicazione data dai vertici era già quella di dirimere la rivolta civitavecchiese a favore del sindaco Cozzolino, perché quando il Movimento 5 Stelle è in poltrona, può accadere di tutto ma ci deve restare.

Animi accesi durante la riunione, con Alessandra Riccetti, Fabrizia Trapanesi e Raffaella Bagnano che hanno messo in evidenza tutte le storture che hanno caratterizzato due anni di amministrazione grillina, chiedendo un parere al direttorio. Ma quale parere può dare un gruppo M5S che già sapeva di dover tentare ogni cosa per tenere in piedi Cozzolino e la sua squadra? Ore lunghissime di discussione, con le ‘‘grilline rivoltose’’ che le hanno tentate davvero tutte per salvare la maggioranza, presentando una serie di punti sui quali confrontarsi e lavorare nell’interesse della città. Impossibile. La giunta del cerchio magico è arrogante e tira dritto, incoraggiata da un parlamentare che ha portato a compimento la sua missione. Incredibile il coraggio con il quale, al termine dell’incontro, Bonafede ha negato la frattura in maggioranza, parlando di semplice confronto: «Ci sono tutti i presupposti affinché la giunta Cozzolino possa ripartire con ancora nuovo slancio. Abbiamo trovato l’energia per confrontarci con serenità – ha affermato il deputato grillino – e non c’è stato nessun silenzio colpevole da parte dell’amministrazione». 

E la storia degli insulti sessisti? E quella delle accuse alla parlamentare Civitavecchiese Marta Grande? Su temi come ad esempio il Cara e il forno crematorio, le donne dissidenti sono decise ad andare fino in fono e a dare battaglia nell’interesse della città. D’altronde il programma elettorale del M5S parla chiaro e quando lo si disattende, la città va informata e coinvolta il più possibile. A conti fatti la frattura non è affatto ricomposta e il ‘‘soldato Antonio’’ è tutt’altro che salvo. Il sindaco ostenta una sicurezza da cavallo dopato: dice quello che gli viene suggerito di dire e mostra i denti forte delle rassicurazioni di un rappresentante del M5S nazionale che non si chiama certo Beppe Grillo. 

Con gli attivisti, poi, quelli veri e non i trasformisti del cerchio magico buoni per tutte le stagioni, la partita è ancora tutta da giocare. Se è vero che la giunta ha le ore contate, è pure vero che l’atteggiamento del direttorio rischia di portare i grillini della prima ora a un disamoramento compulsivo, con il rischio che in poco tempo il Movimento 5 Stelle possa diventare un contenitore di scarti lasciati dalla vecchia politica. E l’obiettivo non è difficile da centrare per chi ha sempre fatto della casacca una ragione di vita.

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