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Civitavecchia, La Rosa ai dissidenti: "Si discute nei luoghi preposti"

Civitavecchia, La Rosa ai dissidenti: "Si discute nei luoghi preposti"

CIVITAVECCHIA – « In maggioranza ci sono consiglieri che durante le riunioni esprimono le proprie idee in piena libertà, ma quando sono in minoranza accettano la decisione del gruppo senza scrivere comunicati al vetriolo per sbandierare al mondo i loro distinguo. Il senso di appartenenza al simbolo del Movimento 5 Stelle, con il quale si è deciso di candidarsi, ed Il rispetto per i colleghi impongono di rispettare questa normale regola del saper stare in un gruppo». Lo dichiara Emanuele La Rosa, capogruppo M5S, replicando alle “grilline rivoltose” Riccetti, Bagnano Trapanesi. Chissà se quando La Rosa dà certi suggerimenti intende pure l’imposizione del silenzio da parte delle tre donne di fronte ad insulti sessisti o ad accuse senza fondamento. Probabilmente per il capogruppo M5S l’importante è mostrare sempre e comunque il famoso “pensiero unico”.  Secondo Emanuele La Rosa, dichiarare “noi facciamo la volontà dei cittadini” è «un esercizio retorico che però nasconde gravi ingenuità di fondo», facendo esempi che lasciano il tempo che trovano, mettendoci dentro di tutto, dal dog park al regolamento sui locali pubblici.  «Chi oggi sostiene di fare «la volontà dei cittadini” non solo lascia intendere implicitamente che chi non la pensa come loro pensa ai fatti propri – dichiara La Rosa –  ma dimostra di non avere consapevolezza della metodologia con cui vanno affrontate le problematiche quando si amministra una città. Come capogruppo quindi, non posso che rinnovare l’invito a portare la voce dei cittadini nei luoghi preposti ove, nel rispetto delle norme che regolano il funzionamento delle istituzioni, vengono prese le decisioni che cambiano la vita delle persone». E quali sarebbero questi luoghi? Le riunioni di maggioranza in cui alcuni suoi colleghi del cerchio magico possono fare la parte del leone insultando e denigrando impunemente le colleghe donne con accuse improbabili? Non c’è che dire: Emanuele La Rosa ha perso una buona occasione per stare zitto. Cominciasse a chiedere scusa in qualità di capogruppo M5S per quanto recentemente accaduto, poi, pensasse ai problemi politico-amministrativi che, con o senza le tre grilline rivoltose, stanno devastando la città.

 

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