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M5S, Riccetti a La Rosa: "Il capogruppo non dà ordini a nessuno"

CIVITAVECCHIA – Alessandra Riccetti replica ad Emanuele  La Rosa, che in veste di capogruppo del M5S (il primo film che ha potuto vedere in tale ruolo è stato quello della spaccatura di una maggioranza bulgara per colpa di Cozzolino e del suo stesso cerchio magico) aveva invitato le tre grilline rivoltose, Riccetti, Bagnano e Trapanesi a trattare i temi legati all’interesse della città nelle sedi idonee, fingendo di dimenticare che porprio una recente riunione di maggioranza si è trasformato in un processo senza prove a carico di una consigliera, con tanto di insulti sessisti e accuse gravi a una parlamentare con tanto di silenzio complice da parte dello stesso La Rosa che ora va predicando unità. La presidente del consiglio comunale alza la voce: «Mi spiace che il collega consigliere Emanuele La Rosa dopo due anni non abbia ancora compreso i vari ruoli istituzionali. Il capogruppo è il portavoce in consiglio del gruppo di appartenenza – dichiara – lo rappresenta nella conferenza dei capigruppo e nelle dichiarazioni di voto e non a nessun titolo nel richiamare i consiglieri».

«Chi può richiamare i consiglieri di maggioranza e opposizione è la sottoscritta – prosegue la Riccetti – è una prerogativa del presidente del consiglio qualora ce ne fosse bisogno, e questo non è mai stato necessario». Alessandra Riccetti tuttavia va oltre: «Anche se dovessi guardare alle logice della vecchia politica, rappresentata dai partiti, il capogruppo non aveva nessuna competenza sui consiglieri, al massimo l’aveva il segretario di partito. Noi non abbiano segretario di partito – prosegue la presidente del consiglio comunale – noi siamo il Movimento 5 Stelle ed ognuno esprime il suo pensiero e la sua opinione in piena libertà. I consiglieri non prendono ordini da nessuno – afferma ancora Alessandra Riccetti – devono solo attenersi ai valori del movimento: onestà, trasparenza,  condivisione e rispetto per il programma elettorale che hanno presentato ai cittadini. Su tutto quello che è fuori dal programma, ognuno si gestisce in piena coscienza e libertà». Una sberla sonora per Emanuele La Rosa: ci fosse stato Di Battista, avrebbe di sicuro aggiunto ‘‘segna e porta a casa’’.

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