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Civitavecchia, forno crematorio: depositata la querela

Civitavecchia, forno crematorio: depositata la querela

Le associazioni ‘‘In nome del popolo inquinato’’ e ‘‘Punton dei Rocchi’’ si sono rivolte a due esperti locali per bloccare la procedura di costruzione della struttura. L'avvocato Daniele Barbieri: "La consulenza tecnica dell’architetto Mencarelli ha ravvisato alcune illeggittimità" 

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Presentata in procura una querela contro l’amministrazione comunale da parte delle associazioni ‘‘In nome del popolo inquinato’’ e ‘‘Punton de Rocchi’’, rappresentate dal l’avvocato Daniele Barbieri.

In presenza di rappresentati di Civitavecchia c’è, Moc e alcuni esponenti della politica locale d’opposizione le due associazioni hanno confermato  di essersi rivolte a due esperti locali per muoversi contro la realizzazione del forno crematorio che dovrebbe sorgere al cimitero nuovo.

La querela è stata depositata presso la Procura dal legale che è sembrato fiducioso: «La consulenza tecnica – ha dichiarato Barbieri – dell’architetto Mencarelli è stata dettagliata. Ha ravvisato delle illegittimità nell’iter amministrativo del rilascio delle concessioni della commissione gara – ha aggiunto – e la variazione del progetto preliminare  rispetto al progetto definitivo approvato, dove risulta una volumetria maggiore rispetto a quella del preliminare, in cui si ravvisa un elemento relativo all’abuso edilizio. Di conseguenza se vi è un reato dell’articolo 44 il Pubblico ministero può emettere un provvedimento di sequestro».  

Secondo Barbieri sarebbero ravvisabili una serie di ipotesi di reato che sono state commesse: «Tutti gli atti omissivi – ha proseguito l’avvocato – e commissivi nell’iter amministrativo per la concessione, quindi abuso d’ufficio,  omissione degli atti d’ufficio, mancata valutazione della presenza di alcuni requisiti delle società che poi sono state aggiudicatarie e la mancata valutazione delle differenze volumetriche dei progetti e di quello poi definitivamente approvato».

L’architetto Ermanno Mencarelli ha aggiunto qualche dettaglio tecnico, in primis il notevole aumento di metratura, seppure interrata, che, secondo l’architetto, è comunque vincolato a norme specifiche, inoltre: «Il progetto in giunta – ha detto Mencarelli – fissa un budget per l’amministrazione comunale di 1 milione e 400, mentre il progetto aggiudicato porta all’opera 2 milioni e mezzo. A fronte di questo c’è un’attività produttiva dell’impianto decisamente più alta che arriva a due fasce di comuni, fascia a e fascia b, identificandone – ha concluso – circa 60 che possono utilizzare questo impianto».

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