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Pd, Feuli: "Leopardo inadeguato"

Pd, Feuli: "Leopardo inadeguato"

Dichiarazioni al vetriolo della segretaria dei Giovani democratici. "Da mesi denuncio la sua pessima gestione, come ha ridotto il partito di governo della nazione ad un colabrodo a livello locale, con direzioni inesistenti, segreterie ed attivi sviliti nella loro più elevata funzione programmatica" 

CIVITAVECCHIA – Non le manda certo a dire la segretaria dei Giovani democratici Claudia Feuli che, alla luce delle possibili dimissioni da segretario del Pd di Enrico Leopardo, torna a criticarlo, definendolo inadeguato al ruolo ricoperto. Proprio le motivazioni addotte da Leopardo non convincono Feuli. Frasi come “Poca partecipazione” e “vorrei una direzione che mi aiuti”, striderebbero con quella che è stata proprio la gestione del partito.

“Vorrei ricordare al segretario che nel suo stesso partito c’è chi da mesi, come la sottoscritta, denuncia la sua pessima gestione – ha spiegato – che ha ridotto il partito di governo della nazione ad un colabrodo a livello locale, con direzioni inesistenti, segreterie ed attivi sviliti nella loro più elevata funzione programmatica. Per non parlare poi delle “commissioni”, fortemente volute dal segretario stesso, che nonostante le ripetute richieste interne di modifica della loro organizzazione, sono state in grado di produrre il nulla cosmico. Anzi, in alcuni casi neppure quello, non essendo mai state convocate”.

Secondo Feuli il mandato di Leopardo sarebbe stato caratterizzato dall’assenza totale di dialogo, di confronto, “sfociato spesso in censure bulgare e metodi prevaricatori – ha aggiunto – che non dovrebbero appartenere al bagaglio politico e programmatico del Pd. Il partito negli ultimi mesi ha perso pezzi importanti, si è chiuso alla possibilità di ricominciare a guardare all’esterno per future possibili alleanze, si è dimenticato le associazioni, i movimenti, la gente, allontanandosi in maniera netta da tutti i cittadini, nessuno escluso. L’atteggiamento di chiusura alle critiche, alle proposte ed a qualsiasi consiglio – ha ribadito Feuli – ha fatto sì che il Pd locale perdesse entusiasmo e voglia di fare. La sconfitta del 2014 avrebbe dovuto darci una lezione importante. Avrebbe dovuto portarci a cambiare registro, persone, metodi. Ma nulla è cambiato, anzi, se possibile, tutto è peggiorato. Quindi oggi il “mio” segretario si accorge che c’è poca partecipazione? Noto con amarezza che però sempre oggi non si accorge che il partito è governato sempre dagli stessi “giovani” ed abili soggetti. Ecco perché non credo alle sue lacrime di coccodrillo e ai suoi “accorgimenti” dell’ultima ora. Credo invece nella strategia, magari indicata da qualcuno, per dividere, imperare… vecchia anche questa. D’altronde, lo ha ammesso anche lui: “non sarò io a spaccare il partito”. Quindi ammette che c’è qualcuno che vuole farlo. Ci dica chi è e magari prima che scadano i 15 giorni – ha concluso – del suo drammatico esilio. Quando un segretario non è in grado di aggregare, dovrebbe comprendere i propri limiti. La colpa non è di chi non viene aggregato, ma di chi non sa aggregare. Su una cosa quindi sono d’accordo con Leopardo: è necessario voltare pagina”. 

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