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Italia a 5 Stelle, tra diffamazioni e mezze verità

Italia a 5 Stelle, tra diffamazioni e mezze verità

Gli amministratori locali a Palermo descrivono Civitavecchia secondo lo spirito grillino: esaltata la politica di austerity, demonizzate le precedenti giunte. Nascosta la verità sui soldi Enel presi anche dall’amministrazione Cozzolino, accuse pesanti al Pd

CIVITAVECCHIA – Dieci milioni di euro incassati ogni anno per il Comune dai precedenti sindaci, a titolo di donazione. Mentre Cozzolino, primo cittadino eletto grazie al simbolo del Movimento 5 Stelle, ai soldi Enel ha detto no. Questo è stato riferito dagli amministratori locali che hanno preso parte all’iniziativa grillina organizzata in Sicilia ‘‘Italia 5 Stelle’’, tra gli applausi di chi, ignaro della politica civitavecchiese attuata da Cozzolino e dalla sua ciurma, in stile setta ha veramente creduto a  quelle parole. Nessun riferimento ai soldi che in realtà il Comune ha preso dall’Enel, in virtù di una convenzione mascherata da ‘‘attualizzazione’’, che ha permesso di salvare le poltrone degli attuali amministratori, che diversamente avrebbero dovuto già dichiarare il default del Comune e dire basta all’esperienza di governo cittadino.

Soldi Enel, che se i precedenti sindaci hanno ottenuto ‘‘motu proprio’’, Cozzolino ha incassato nonostante la presenza in giunta dell’assessore ambientalista Alessandro Manuedda, quello che definiva i fondi Enel ‘‘sporchi di sangue’’ e prometteva in tempi passati la chiusura della centrale a carbone di Tvn. Ma nella vita si cambia e la poltrona a volte scuote le coscienze.

Queste cose la Sicilia non le ha apprese, come pure non ha appreso del fatto che la Corte dei Conti non ha promosso un bel nulla, ma si è limitata ad accertare ‘‘l’idoneità dei provvedimenti posti in essere dal Comune a  rimuovere le irregolarità contestate e a ripristinare gli equilibri di bilancio, fatta salva ogni futura diversa determinazione in caso di mutamento del quadro fattuale e di disapplicazione delle misure contenitive adottate in autonomia dal Comune’’.  In poche parole, l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro non ha gestito in maniera allegra i conti del Comune. Tutto qua. Ovviamente in una realtà locale in cui chi amministra non è in grado di risolvere alcun problema, ci si rallegra del fatto che l’assessore non faccia marachelle. In una stanza buia anche un cerino acceso illumina  a giorno, questo è vero, ma santificare chi non ruba in un mondo in cui qualcuno ruba, appare francamente poco.

Per esaltare i meriti della Tuoro è stata organizzata addirittura una conferenza stampa, ma a Palermo è stato detto che l’iniziativa non è finita sui giornali locali e che è stata boicottata. La verità però è un’altra: i giornalisti civitavecchiesi hanno dato risalto alla notizia della Tuoro e  le presenze indesiderate in quella conferenza, più che un boicottaggio, hanno rappresentato una richiesta di aiuto fatta da lavoratori senza stipendio, alla quale il sindaco Cozzolino ha risposto ‘‘non è a me che dovete rivolgervi’’.  

Che Civitavecchia abbia scelto il cambiamento e si sia invece ritrovata un cerchio magico inconcludente, nessuno lo ha spiegato, così come nessuno sa che Cozzolino resiste alla guida di una giunta finita, a dispetto dei santi, dal momento che da tempo è in atto un irrecuperabile scollamento con la città che lo ha eletto.  Una nota di colore (per modo di dire) legata all’evento che si è tenuto a Palermo, riguarda alcune dichiarazioni fatte da un consigliere comunale civitavecchiese proprio sul  carbone bruciato a Tvn. Il grillino chiama in causa l’ex sindaco Pd con ciò che definisce essere suoi sospetti (privi di riscontri oggettivi), parlando dell’aumento delle tonnellate di carbone bruciato in centrale e dell’ipotesi che la relativa autorizzazione Aia possa essere stata rilasciata a fronte di interessi personali. Accuse, ovviamente, tutte da dimostrare.

 

Per rivedere l’intervento di Daniela Lucernoni e Rolando La Rosa ad Italia a 5 Stelle cliccare QUI

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