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Ladispoli, cittadini possibilisti sulla fusione con Cerveteri

Ladispoli, cittadini possibilisti sulla fusione con Cerveteri

di FRANCESCO SCIALACQUA

LADISPOLI – Lo stesso tema tornò in auge nel 2013, ma da allora sembra che qualcosa sia cambiato anche nei cittadini dei comuni di Cerveteri e Ladispoli.
Nel 2013 fu il sindaco Alessio Pascucci a lanciare il sasso di una possibile unione dei due comuni, ma la proposta poi cadde di fronte ai problemi della quotidianità delle due amministrazioni. Ora è stato il vicesindaco di Cerveteri Giuseppe Zito a rilanciare la proposta ed il clima, solo tre anni dopo, sembra cambiato e maggiormente favorevole.
Sull’eventualità di ritornare un unico comune anche il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta sembra essere molto meno cauto di allora, e in un’intervista rilasciata sabato scorso ha ribadito una disponibilità che a dire il vero non era mai svanita, seppur superata dai problemi contingenti dell’amministrazione.
Nel frattempo si è scatenato sui social network un dibattito acceso.
Ma cosa significa unire i comuni di Cerveteri e di Ladispoli? Innanzitutto si andrebbero ad unire i servizi e soprattutto questo rappresenterebbe un vantaggio dal punto di vista economico. Ma la strada del consorziare i servizi non necessariamente deve passare per la fusione dei due comuni. Cerveteri e Ladispoli hanno già in comune la gestione dei fondi sul sociale, il trasporto pubblico integrato che in questi mesi dovrebbe partire e la condivisione di una Casa della Salute. Negli ultimi anni tante battaglie sono state portate avanti facendo fronte comune, basti pensare a temi come la discarica di Cupinoro e la levata di scudi contro il fondo di solidarietà e di recente l’opposizione ad una eventuale chiusura del PIT.
Per qualcuno è anacronistico che i due comuni si riuniscano dopo che solo nel 1970 si optò per la scissione. Ma va detto che in questi 40 anni sono notevolmente cambiate le esigenze e soprattutto i confini dei centri abitati. 
In questo lasso di tempo i comuni di Cerveteri e di Ladispoli dal punto di vista urbanistico sono di fatto contigui. 
Sono divisi dall’Aurelia che nel frattempo si è trasformata da statale ad una strada ad utilizzo urbano. Lo testimoniano la presenza delle rotonde, che non si addicono proprio ad una statale ad alto scorrimento. La stessa Aurelia concepita come statale ad alto scorrimento sta diventando inoltre un problema dal punto di vista della sicurezza, perché se da un lato ha le peculiarità di una statale dall’altro si trova ad essere una via cittadina dal tratto che va da Marina di San Nicola a Campo di Mare.
La storia ha recentemente dimostrato come ormai anche i politici hanno fatto spola tra Ladispoli e Cerveteri. Gino Ciogli è riuscito ad essere sindaco di entrambi i comuni.
Gran parte dei benefici, come detto sopra, si potrebbero ottenere ugualmente mantenendo l’identità dei due comuni, ma analizzando bene la questione non è del tutto scontata. 
Due amministrazioni infatti potrebbero lavorare all’unisono solo a fasi alterne ed il risultato potrebbe essere deleterio. 
Un unico consiglio comunale quindi potrebbe rappresentare una volontà politica ed amministrativa di più ampio respiro, che possa guardare con lungimiranza alla crescita omogenea dell’intero territorio, mentre ora sembra di assistere al dispiegamento di provvedimenti concorrenziali. 
L’area artigianale/commerciale di Cerveteri appena approvata sembra essere una risposta alla predisposizione di aree commerciali varate dall’amministrazione Paliotta a Ladispoli.
Può quindi l’unione dei comuni di Cerveteri e Ladispoli risolvere tutto? La risposta è No. 
Alla base resta sempre la politica e la buona amministrazione. Una città mal amministrata resta tale sia che abbia 2.000 che 100.000 abitanti. Resta il fatto che l’operazione, che sta rischiando seriamente di diventare tema importante della prossima campagna elettorale, potrebbe generare il più grande comune a nord di Roma in un contesto, quello della Città Metropolitana dove si potrebbe avere un peso ben maggiore di quello che i due comuni non hanno ora.

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