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Belcolle, parte la pista unica operatoria

Belcolle, parte la pista unica operatoria

Il nuovo modello è applicato in via sperimentale alla week surgery 

TARQUINIA – Massima occupazione dei posti letto, piena attività delle sale operatorie, equità, abbattimento e trasparenza delle liste di attesa. Parte a Belcolle la lista unica operatoria, uno strumento innovativo per la Asl di Viterbo che sancisce il passaggio dalle singole liste operatorie “di reparto” a un unico strumento di orientamento e di presa in carico dei pazienti che devono essere sottoposti a un intervento non urgente. La prima settimana di programmazione centralizzata della lista unica è partita dal 19 di settembre presso la week surgery di Belcolle, dove il modello verrà applicato in fase sperimentale, prima di essere esteso agli altri regimi di ricovero in elezione (ordinario, apa e day surgery).Tra gli aspetti che definiscono la lista unica operatoria c’è anche la separazione dell’aspetto tecnico professionale, che continuerà a essere ad appannaggio dei medici chirurghi, dalla parte gestionale che viene demandata alla neo istituita Unità di programmazione dell’attività chirurgica (Upac): una équipe multidisciplinare, con competenze trasversali all’organizzazione delle singole unità operative chirurgiche, che garantisce il funzionamento del modello. Il compito di verificare l’appropriatezza del percorso chirurgico, invece, viene affidato al Gruppo operativo interdisciplinare (Goi), coordinato dal direttore del dipartimento di Chirurgia, Antonio Rizzotto. «Con la lista unica – commenta Rizzotto – l’azienda ha introdotto degli strumenti innovativi per gestire nel modo migliore le liste d’attesa operatorie, in modo che non ci siano, come è avvenuto in passato, persone con patologie equivalenti che debbano aspettare tempi diversi per lo stesso intervento. In questo modo agiamo anche sulla mobilità passiva, soprattutto nei confronti di quei pazienti che scelgono la nostra struttura e poi se ne vanno altrove, perché non vogliono attendere eccessivamente». Cosa cambia rispetto alla precedente organizzazione: Il percorso ha inizio presso l’ambulatorio chirurgico, dove il medico effettua la valutazione del paziente e pone l’indicazione chirurgica all’intervento. In caso di patologia accertata, senza necessità di ulteriori approfondimenti diagnostici, l’assistito viene inserito dal medico chirurgo in lista d’attesa nel sistema informatico aziendale, specificando la data di inserimento e la classe di priorità nel regime assistenziale chirurgico appropriato. Nel caso in cui fosse necessario un approfondimento diagnostico, il paziente viene inserito nei percorsi ambulatoriali specifici. Alla conclusione di questo iter, se viene confermata l’indicazione all’intervento chirurgico, si procede con l’inserimento dell’intervento nella lista di attesa. A questo punto del percorso interviene l’Upac che verifica la corretta compilazione della cartella di preospedalizzazione, chiama i pazienti inseriti nella lista di attesa unica sulla base della data di inserimento e della classe di priorità, fa eseguire agli stessi gli accertamenti secondo la procedura di preospedalizzazione aziendale e li inserisce nella lista unica preoperatoria. L’Utac, quindi, programma l’attività nelle sale operatorie, a cadenza almeno quindicinale, sulla base della lista preoperatoria unica che tiene conto anche della disponibilità dei posti letto in funzione dei tempi medi di degenza per tipologia di intervento, della disponibilità del numero di sale operatorie, del numero delle sedute operatorie giornaliere, delle risorse umane presenti e del tempo medio di durata dei singoli interventi.

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