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Bracciano, l'ex sindaco Sala nel mirino della Corte dei Conti

BRACCIANO – Condanna della Corte dei Conti per Giuliano Sala in qualità di sindaco di Bracciano e per Roberto Signore in qualità di direttore generale dell’ente.
La corte dei conti ha infatti condannato i due al pagamento complessivo di una somma 9.984 euro , oltre a interessi legali e spese di giudizio, «per la condotta dolosa consistente nell’affidamento illegittimo di incarico a consulente esterno».
Inoltre, il solo Sala, è stato condannato al pagamento della somma di 1.500 euro «per lavori stradali indebitamente a spese dell’ente locale sulla strada privata di via del Sassone nel comune di Bracciano».
Dalle indagini svolte emergono due distinte ipotesi dannose. La prima, riguardante Sala e Signore, evidenza come il Comune di Bracciano «aveva provveduto a conferire incarico di consulenza all’ingegner Berdini al fine di dare risposta alla nota informativa della Regione Lazio con la quale si  chiedevano informazioni sulla definizione delle pratiche di condono edilizio per le villette residenziali construite in località La Lobbra». Il direttore generale ha ritenuto di girare la richiesta all’architetto Sodano la quale però ha declinato l’incarico per mancanza di specifica professionalità. Secondo la Corte dei Conti all’interno dell’ente locale «vi erano delle specifiche professionalità per rispondere ai quesiti formulati della Regione» senza la necessità di conferire l’incarico al Berdini. Infatti «a riprova dell’accordo doloso vi sarebbe la circostanza oggettiva che prima di inviare la lettera di incarico alla Sodano e di attendere la sua risposta, il Sala aveva incontrato il Berdini e lo aveva ufficiosamente incaricato di risolvere la questione». La Corte ha inoltre ritenuto che la non presenza dei due alla giunta in cui si è conferito l’incarico «facesse parte dell’accordo criminoso dagli stessi in modo da accollare la responsabilità erariale all’organo collegiale non a conoscenza dell’intera vicenda e soprattutto dell’accordo criminoso».
La seconda ipotesi è contestata al solo Sala e concerne le spese effettuate dal comune sulla strada del Sassone. Dalle indagini infatti emerge che il sindaco Sala «emetteva prima un’ordinanza di chiusura della strada seguita poi da un’altra ordinanza con la quale incaricava la ditta privata Scopetti di compiere i lavori di ripristino e di messa in sicurezza». Per la corte dei conti, tuttavia, «i lavori avevano come obiettivo non soltanto quello dei lavori urgenti di messa in sicurezza» ma anche «di opere di urbanizzazione privata  quali la canalizzazione delle acque meteoriche, che avrebbero dovuto realizzare i privati lottizzatori di terreni».

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