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Conferenza dei capigruppo fiume sul forno crematorio

Conferenza dei capigruppo fiume sul forno crematorio

Audizione al Pincio del dirigente dei lavori pubblici Pierluigi Carugno e dei responsabili della società che gestirà l'impianto. Riunione aggiornata alla prossima settimana 

CIVITAVECCHIA – Ricostruire l’iter amministrativo e burocratico, confrontare i progetti presentati, dal 2012 ad oggi, capire quello che sarà l’impatto ambientale, i numeri e le potenzialità dell’impianto. Si è discusso di questo, nelle oltre quattro ore di conferenza dei capigruppo convocata questa mattina. Una riunione per fare il punto sul discusso progetto di realizzazione di un impianto di cremazione all’interno del cimitero nuovo di via Braccianese Claudia.

“Una riunione davvero costruttiva – ha commentato il presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti – positiva sia per la discussione che ne è scaturita, sia per i toni utilizzati e soprattutto per la voglia, da parte di tutti i consiglieri, di informarsi e di capire di più su questa iniziativa. Perché, ricordiamo, il ruolo del capogruppo e del consigliere in generale è molto importante: rappresenta il punto di raccordo tra le istanze, i dubbi e le richieste dei cittadini e le istituzioni. Sono stati sviscerati molti aspetti ed affrontate diverse problematiche; ma ancora non abbiamo concluso la discussione”.

Questa mattina, quindi, sono stati ascoltati in audizione sia il dirigente del servizio Opere Pubbliche Pierluigi Carugno che il rappresentante della società Tempio Crematorio Civitavecchia, che andrà a gestire l’impianto.

Dal punto di vista amministrativo è stato ripercorso l’intero iter, a partire dall’iniziativa del Comune del novembre 2012, passando per il progetto presentato dal privato a dicembre, lo studio di fattibilità del Pincio di qualche giorno dopo e soprattutto la delibera di giunta 50 del febbraio 2013, che segna di fatto il passaggio da un progetto a quello che poi viene portato in gara ed inserito nel piano triennale delle opere, nel 2013. Unica occasione, questa, per il Consiglio comunale di esprimersi, e non comunque nel dettaglio. Quello che si critica oggi è la mancata partecipazione proprio della massima assise; la concessione e lo schema di convenzione, infatti, si sarebbero potuti portare in Consiglio proprio per disciplinare i rapporti e tracciare la strada da seguire, a 360 gradi.

Strada che è stata spiegata poi dalla società, che ha analizzato le caratteristiche tecniche dell’impianto, parlando di circa 1500 cremazioni annue, che potrebbero arrivare realisticamente a 2000, anche se l’impianto, teoricamente, potrebbe anche raggiungere le 5000 cremazioni. Certo, molto dipenderà da fattori esterni, come la possibile realizzazione di impianti simili in comuni vicini (ad esempio a Fiumicino, o Grosseto). Dal punto di vista ambientale quello che è emerso è l’assenza di un monitoraggio continuo delle emissioni – misurate invece a ciclo di cremazione – nonostante la società abbia comunque ribadito la differenza tra un impianto del genere ed uno industriale di produzione di energia.

Dati ed informazioni a disposizione di tutti i capigruppo in consiglio, che si sono aggiornati alla prossima settimana per concludere la discussione, verificare incongruenze amministrative oggi sottolineate in riunione, confrontare il vecchio progetto del Pincio con quello che poi è andato in gara, specie dal punto di vista dei numeri, in termini di salme e di costi. Tutto questo in vista poi del consiglio comunale aperto che verrà convocato per metà ottobre.  

“Sono molto soddisfatta di come si sono svolti i lavori – ha concluso il presidente Riccetti – tutti hanno dimostrato grande interesse a capire ed approfondire un argomento delicato come questo”.

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