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Ladispoli, comitato per la legalità: "Per il rifacimento delle strade ancora mutui"

Ladispoli, comitato per la legalità: "Per il rifacimento delle strade ancora mutui"

di DANILA TOZZI

LADISPOLI -Tornano ad attaccare l’amministrazione comunale, Giuseppe Corbo e iscritti di Progetto Legalità, sulla questione peraltro già oggetto di critica quest’estate sulle spese che dovrà sostenere il comune di Ladispoli per il rifacimento del manto stradale, facendo ricorso ad un mutuo. «Perché- obiettano- devono essere adottate certe misure, come quella appunto di sistemare le strade ricorrendo a un ennesimo mutuo? Non si potevano prelevare i soldi dalle casse essendo manutenzione ordinaria?». Per finanziare i lavori si spenderanno circa un milione di euro (valore complessivo oltre 950.000 euro più altri 14.000 euro di “Incentivi funzioni tecniche art. 113 D.Lgs. 50/2016”. Preoccupati quindi puntano il dito su piazza Falcone «poiché disturba il modo e la leggerezza con cui l’amministrazione contrae debiti che pesano sui cittadini che devono sborsare soldi per far fronte ad ulteriori mutui pregressi per un valore complessivo di circa trenta milioni di euro» che calcolano, divisi per il numero di abitanti, circa 42.000 unità, rappresentano, circa 800 euro l’anno per ciascun abitante, compresi i neonati ai quali andranno aggiunti dal 1° gennaio 2017 altri 272,51da versare all’anno compresi interessi per la durata di 14 anni. Un calcolo che fa rizzare i capelli all’associazione che rilancia e polemizza per il modo in cui, sostengono non pertinente, vengono spesi i soldi dei contribuenti. 
«Finanziamo rotonde milionarie sperdute in aperta campagna, cordoli spartitraffico dal valore di centinaia di migliaia di euro al metro lineare, ponti mai realizzati, locali acquistati mai aperti, costruzioni mai finite o se terminate inutilizzate, affitto di locali di amici a prezzi fuori mercato, asilo nido terminato e non avviato ma con un probabile cambiamento di destinazione d’uso. 
Ogni strada che viene asfaltata, infatti, dura al massimo un anno. Viene quindi da domandarsi: se i lavori non sono a regola d’arte, perché costano così tanto? Come fa l’amministrazione a finanziare con mutui le opere di manutenzione, non trattandosi di investimenti? L’opera che si sta finanziando durerà 14 anni?». Interrogatavi che vorrebbero dal palazzetto venissero presi in considerazione, chiamando in causa anche il funzionario comunale a prestare «la dovuta attenzione e ad accertarsi sulla regolarità dell’operazione. 

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