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Civitavecchia, crematorio: Barbani ora teme le proteste

Civitavecchia, crematorio: Barbani ora teme le proteste

Due atteggiamenti diversi da parte del grillino: remissivo in conferenza dei capigruppo, leone a mezzo stampa. Il cerchio magico ha paura di affrontare i cittadini in consiglio. Piendibene (Pd) all’attacco

CIVITAVECCHIA – Botta e risposta tra il pentastellato Claudio Barbani ed il dem Marco Piendibene sul tema scottante del forno crematorio che dovrebbe sorgere nel cimitero nuovo di via Braccianese Claudia.

“Ieri sono stato presente  – ha dichiarato Barbani – alla conferenza dei capigruppo (in sostituzione del mio collega Emanuele La Rosa) nella quale si è discusso del forno crematorio, alla presenza della ditta che ha vinto l’appalto e il dirigente ai lavori pubblici del comune di Civitavecchia. Ho sentito ripetersi nozioni che già conoscevo, in quanto più volte ribadite sia in maggioranza sia in interventi pubblici. L’iter amministrativo – spiega il grillino – seguito è stato sostanzialmente corretto fin dal 2012, erano presenti alcune imprecisioni ma niente che potesse esporre l’ente a richieste di risarcimento danni come spesso è capitato purtroppo in passato. Il consiglio non è stato defraudato della sua prerogativa in materia di forni crematori in quanto atti di consiglio sul forno risalgono addirittura al 1967 e si sono ripetuti nel 1977 e nel 1980”. 

Barbani punta poi il dito su Tidei, indicandolo come responsabile per l’avviamento delle pratiche per la costruzione del forno: “Con il famoso – ha aggiunto – project financing dell’allora dirigente Mencarelli e quando siamo arrivati noi il processo non era reversibile al netto di pesanti penali”. 

Il pentastellato prosegue dicendo che i comitati, che si sono formati contro il progetto del forno crematorio, non hanno chiesto un incontro all’amministrazione:  “E non ci hanno mai invitato alle riunioni. Il prossimo consiglio comunale – ha concluso – assume sempre di più i contorni di una protesta organizzata”.

Un Barbani che parla di un’azione di risanamento messa in atto dai grillini che non trova d’accordo Marco Piendibene, consigliere comunale del Pd, che risponde: “Dispiace constatare – ha detto – che una persona mite e riflessiva come il consigliere Barbani non sia coerente con il proprio comportamento tenuto nella conferenza dei capigruppo. Durante quella riunione – sottolinea – tutti i presenti nessuno escluso, hanno cercato di ricostruire pazientemente l’iter amministrativo del forno crematorio con l’atteggiamento giusto, ovvero analisi delle carte a disposizione e nessuna polemica o demagogia tesa a screditare una parte politica a vantaggio di un’altra. In questa fase, anche noi avremmo potuto già rilasciare dichiarazioni polemiche. Ad esempio – punta il dito – dichiarando che, nella stesura dello schema di convenzione,il mancato coinvolgimento del Consiglio comunale ha privato la città di contributo determinante che avrebbe potuto meglio disciplinare i rapporti tra il Comune e la società vincitrice del bando. Tuttavia abbiamo evitato la disputa per dare ancora più valore ai contenuti del consiglio aperto di metà ottobre. Il collega invece, pur in sostituzione del capogruppo titolare, si è dimostrato molto interessato e propositivo durante la conferenza salvo poi denigrarne i contenuti una volta uscitone. E poi l’immancabile – ha concluso Piendibene – accusa alle amministrazioni precedenti è ormai un marchio di fabbrica che accomuna tutti i grillini oltranzisti ai quali, francamente, non pensavamo appartenesse l’amico Barbani. Speriamo vivamente che tanta ortodossia non sia stata imbeccata dall’ormai famigerato “cerchio magico” attraverso il solito comunicato stampa di regime. Se così fosse saremmo dispiaciuti soprattutto per Barbani e per la sua eventuale scarsa fermezza nel mantenere una opinione propria. Anche e soprattutto perché ci pare evidente che il vero obiettivo del comunicato è quello di sminuire il ruolo della conferenza dei capigruppo e, soprattutto, chi la coordina”.

Da notare come, fra l’altro, per la prima volta in oltre due anni di mandato, anche il sindaco Cozzolino abbia voluto partecipare alla conferenza dei capigruppo. Bisognerebbe capire se la sua attenzione (da quanto riferito da alcuni partecipanti alla riunione-fiume è stato presente all’inizio dell’audizione di Carugno e poi, alla fine, quando è intervenuta l’impresa che ha progettato e gestirà l’impianto, ndr) fosse dovuta alla volontà di capire meglio un iter che però lui stesso ed il cerchio magico a più riprese hanno sempre definito “molto chiaro”, oppure se volesse verificare personalmente toni, contenuti, tipi di domande e modalità di gestione della conferenza dei capigruppo, soprattutto vista l’assenza del “titolare” Emanuele La Rosa e non facendo di certo Barbani parte del “cerchio magico”.

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