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La storia dell'associazione Archeologica Centumcellae

di CARLO CANNA

Forse non molti studiosi e appassionati cultori di archeologia sanno che a Civitavecchia, al civico 5 di piazza Leandra, nel cuore del centro storico della città, esiste la sede di una delle più antiche associazioni archeologiche ancora attive in Italia, la cui unicità è pari al logo che la rappresenta: un’anfora dipinta a figure nere nello stile detto “di Civitavecchia”, risalente al VII sec. a.C., di cui ne sono stati rinvenuti solo due esemplari, uno custodito nel Museo di Villa Giulia a Roma e il secondo nel più celebre museo del Regno Unito, il British Museum di Londra.

Entrare nella sede dell’associazione Archeologica Centumcellae significa fare un salto nel passato di oltre un secolo tra antichi cimeli, stampe e foto d’epoca, carte topografiche e soprattutto una ricca e preziosa biblioteca di settore, una delle più importanti del territorio, fonte indispensabile per ogni studioso interessato alla storia e all’archeologia locale. La storia dell’associazione inizia nel lontano 11 novembre 1911 per volontà di quaranta giovani civitavecchiesi desiderosi di valorizzare e salvaguardare le preziose testimonianze archeologiche presenti sul nostro territorio, distribuite all’interno di quel complesso antropo-geografico omogeneo compreso tra il tratto medio e terminale del fiume Mignone e la costa tirrenica definito come “Arco del Mignone”.

Tra questi giovani, animati da una autentica passione per l’archeologia, si distinsero le figure dei padri fondatori della Centumcellae: Francesco Scotti, illustre studioso e primo presidente dell’associazione, e Salvatore Bastianelli, vero pioniere della ricerca archeo-topografica a livello internazionale, che per oltre 50 anni fu il vero promotore delle attività della Centumcellae. Fu grazie ai reperti provenienti dagli scavi diretti dal Bastianelli ed ai suoi studi pubblicati su prestigiose riviste scientifiche nazionali che il Museo Civico, inaugurato nel 1918 grazie ad una iniziativa della AAC, divenne un polo d’attrazione di studiosi italiani e stranieri fino al 1943, quando venne completamente distrutto dal terribile bombardamento intercorso nel mese di maggio di quello stesso anno. Sempre al Bastianelli si deve il recupero del monumentale complesso archeologico delle Terme di Traiano (note anche come Terme Taurine) grazie agli scavi che vi effettuò, nonché l’individuazione della città etrusca della Castellina sul Marangone, oggetto di interesse in anni recenti da parte di una èquipe di ricerca franco-tedesca guidata da Friedhelm Prayon, dell’Università di Tubinga, e da Jean Gran-Aymerich, del Cnrs e la Scuola Normale Superiore di Parigi. Le ricerche dell’Associazione Archeologica Centumcellae a Luni sul Mignone destarono l’interesse della missione svedese in Italia che dal 1960 intraprese campagne di scavo dirette da Carl Eric Stenberg sotto l’alto Patrocinio del re Gustavo Adolfo di Svezia; i risultati di tali esplorazioni costituiscono una tappa fondamentale nella comprensione di numerosi aspetti della Preistoria e Protostoria in Italia.

L’individuazione dell’area templare di Pyrgi, porto etrusco di Caere, e di estesi depositi antropici preistorici stratificati sulla costiera di Civitavecchia, si deve all’attività di ricognizione topografica di un altro illustre studioso, socio della AAC: Fernando Barbaranelli. Tra il 1959 e il 1976, l’insigne studioso Odoardo Toti, fondatore del Bollettino di Informazioni della Centumcellae nel 1962 e presidente dell’associazione nel triennio 1988-1991, ha condotto per conto della Soprintendenza alle Antichità dell’Etruria Meridionale scavi e ricerche nelle necropoli etrusche di Colle di Mezzo e Bandita Grande (Allumiere), nell’abitato etrusco de La Castellina (S.Marinella), negli abitati della prima età del ferro di Torre Valdaliga e La Frasca (Civitavecchia) e in quelli protostorici di Monte Rovello e dell’Elceto (Allumiere). Queste ricerche, come le precedenti, hanno fornito risultati di grande spessore scientifico e costituiscono un tassello importante nel panorama delle indagini archeologiche condotte sugli insediamenti preromani. Non a caso, nel 1971, l’AAC è stata insignita della Medaglia d’Oro al Merito della Cultura e dell’Arte da parte del Ministro della Pubblica Istruzione Misasi con decreto del Presidente della Repubblica e nel 1991 della Targa di Argento da parte della Regione Lazio, per meriti alla cultura.

A partire dal 1981 è stato avviato un progetto, tuttora in corso, di trasmissione delle ricerche effettuate attraverso la presentazione di numerose iniziative a carattere didattico e divulgativo quali seminari, mostre e pubblicazioni, queste ultime facilmente consultabili presso la sede della Centumcellae. Nel 2012, per ricordare i primi cento anni di vita dell’associazione, sono stati pubblicati due interessanti volumi, grazie al contributo finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, che raccolgono parte delle ricerche archeologiche condotte a terra e in mare nel comprensorio di Civitavecchia. Restano ancora inediti, in attesa di una futura pubblicazione, studi di considerevole importanza come la carta archeologica dell’Arco del Mignone, scritta interamente da Antonio Maffei, attuale presidente dell’associazione. Oggi la Centumcellae continua ad essere aperta a chiunque ne voglia far parte per motivi di ricerca, di studio o semplicemente di interesse per l’affascinante mondo dell’archeologia, entrando così a far parte della storia secolare di una prestigiosa associazione, vero motivo di vanto per la cultura del nostro Paese.

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