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Ladispoli, porto Pidocchio non convince Grando

Ladispoli, porto Pidocchio non convince Grando

LADISPOLI – Dopo il consiglio comunale sul porto turistico, interviene sul tema Alessandro Grando.
«Nelle ultime settimane  – spiega Grando – a Ladispoli si è tornati a parlare di porto turistico. Archiviata definitivamente l’ipotesi di ubicarlo nella zona di Torre Flavia e ridimensionato sensibilmente il progetto iniziale, la località scelta questa volta sarebbe la foce del fosso Vaccina».
«Come Associazione Cuori Ladispolani – continua il consigliere di opposizione –  abbiamo sempre pensato con favore alla realizzazione di un approdo turistico nella nostra città e riteniamo possa essere un importante volano per rilanciare l’economia locale. L’indotto generato andrebbe infatti a creare numerose opportunità di lavoro nel campo delle manutenzioni, dell’impiantistica di bordo, del mercato del nuovo e dell’usato, delle attività sportive legate al mare e del noleggio delle imbarcazioni, con prevedibili ricadute positive sia per le restanti attività commerciali sia in termini di nuovi posti di lavoro». Grando spiega tuttavia di essere altrettanto convinto che «un’opera di questa portata, destinata a cambiare per sempre il volto della nostra città e dalla quale non si potrà tornare indietro, debba essere pianificata e strutturata con una precisione quasi maniacale, affinché non si trasformi nel più colossale dei fallimenti. In poche parole non vogliamo che calcoli sbagliati possano causare la realizzazione di un inutile mostro di cemento al centro di Ladispoli che nessuno potrà più rimuovere». Il consigliere quindi spiega che ci sono diverse ragioni per cui il progetto preliminare, presentato dalla società proponente e approvato dalla Giunta comunale, non convince. «Innanzitutto – sottolinea Grando –  anche questa volta, la cittadinanza è stata del tutto ignorata e non è stato avviato un percorso partecipato per coinvolgere cittadini ed operatori del settore nella fase di progettazione». Per Grando, inoltre, manca uno studio ambientale che definisca l’impatto della struttura in termini di erosione delle spiagge adiacenti al porto e l’eventuale progettazione di barriere soffolte a protezione della costa. «Il progetto – dichiara il consigliere – prevede oltre 2000 mq di commerciale e appena 150 mq di officina meccanica a servizio di oltre 270 imbarcazioni, palesemente non sufficienti a soddisfare il fabbisogno preventivato. La viabilità della zona, già ora insufficiente, verrebbe definitivamente compromessa dal passaggio di mezzi pesanti. L’idea del raddoppio del ponte di via Roma e della vicina rotatoria, non si capisce a spese di chi e quando debba essere realizzata e se sarà adatta a recepire l’incremento di traffico previsto». Per Grando i nuovi parcheggi creati a servizio del porto sarebbero appena un centinaio mentre quelli esistenti del lungomare Marco Polo verrebbero destinati alle attività commerciali ad esso connesse-La foce del Vaccina viene classificata nel P.A.I. come zona ad alto rischio di esondazione. «Nelle linee guida del nuovo piano dei porti della Regione Lazio – conclude infine il consigliere –  non è prevista la realizzazione di un porto nel nostro comune. Esisteva uno studio dettagliato e relativo progetto regionale, finanziato dalla comunità europea, che prevedeva la creazione di barriere soffolte e un parziale ripascimento a protezione del tratto di costa che va dalla foce del Vaccina fino alla palude di Torre Flavia. Tale studio, importante per comprendere l’impatto erosivo delle nuove strutture sulla linea di costa, non viene citato, né tenuto in considerazione nella proposta presentata».

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