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Porto Pidocchio, Grando chiede un consiglio comunale aperto

LADISPOLI – Alessandro Grando torna a parlare del progetto della realizzazione del porto turistico, Porto Pidocchio.
Grando spiega che era stata fatta una commissione ad hoc per il porto turistico succissivamente alla quale era stato chiuesto un rinvio della discussione in consiglio comunale. E’ stata fatta tuttavia una nuova commissione e poi il passaggio immediato in consiglio durante il quale è mancato il numero legale ed il progetto non è stato approvato.
«Siamo convinti del fatto ribadisce Grando –  che un’opera di questa portata, destinata a cambiare per sempre il volto della nostra città e dalla quale non si potrà tornare indietro, debba essere pianificata e strutturata con una precisione quasi maniacale, affinché non si trasformi nel più colossale dei fallimenti. In poche parole non vogliamo che calcoli sbagliati possano causare la realizzazione di un inutile mostro di cemento al centro di Ladispoli che nessuno potrà più rimuovere».
Ma per Grando il punto focale è il coinvolgimento della cittadinanza, infatti il consigliere di Cuori Ladispolani ha annunciato che verrà protocollata la richiesta per un consiglio comunale aperto per discutere con i cittadini. «Ho già constatao la presenza minima dei consiglieri per discutere del progetto».
«Ladispoli si venga dotata di un porto – spiega Grando – affinchè questa opera promuova la città. Abbiamo aspettato 40 anni, che fretta c’è ora che non si possono attendere ulteriormentedue mesi».
Grando, inoltre ha sottolineato come manca uno studio ambientale che definisca l’impatto della struttura in termini di erosione delle spiagge adiacenti al porto e l’eventuale progettazione di barriere soffolte a protezione della costa.
Altro punto critico, tra gli altri è che «il progetto prevede oltre 2000 mq di commerciale e appena 150 mq di officina meccanica a servizio di oltre 270 imbarcazioni, palesemente non sufficienti a soddisfare il fabbisogno preventivato».
E sulla questione che in questi giorni tiene banco tra Ladispoli e Cerveteri, ossia la fusione dei dui comuni Grando è possibilistico, e scinde due piani: quello culturale e quello amministrativo.
Sul piano culturale Grando non nasconde che sussistono delle differenze nelle identità, ma da un punto di vista politico il consiglio «trova interessante il progetto alla luce delle agevolazioni, un’ipotesi che andrebbe valutata».

 

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