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Taquinia, caos autolettura: file per risolvere il rebus

Taquinia, caos autolettura: file per risolvere il rebus

Ieri mattina marasma fuori dello sportello Talete per la presentazione dei moduli. Gente a caccia dei fogli a causa della disinformazione. Tardiva la comunicazione da parte della società e dello stesso sindaco Mazzola. I cittadini hanno pure pagato 10 centesimi per procurarsi il modulo. Il popolo dei social si scatena: «Intollerabile. Scendiamo in piazza»

TARQUINIA – Non è bastato il tentativo di chiarimento del sindaco Mauro Mazzola, in verità fuori tempo massimo, per dirimere le polemiche legate alla nuova gestione Talete del servizio idrico integrato di Tarquinia e all’autolettura sulla prima bolletta.

Ieri mattina momenti di agitazione in via Antica, sotto l’arco del Comune, con file di ore fuori dalla sede della Talete e cittadini a caccia dei moduli per presentare le certificazioni.

La mancata informazione anche da parte del Comune, peraltro affidata a Facebook, ha generato un vero e proprio caos nell’opinione pubblica cittadina, con gente che ancora ieri non conosceva le scadenze e le modalità di presentazione dei moduli. File anche in tabaccheria per acquistare a 10 centesimi il modulo, salvo poi scoprire che veniva distribuito gratuitamente presso lo sportello.

Oltre cento persone hanno annaspato nel tentativo di capirci qualcosa nel tentativo di evitare di pagare bollette troppo salate, in attesa di un eventuale conguaglio.

Tardivo anche l’avviso, poi diffuso tra la gente ,per chiarire che ‘‘La Talete spa effettuerà la lettura dei contatori idrici con fotografia due volte l’anno tramite personale specializzato. Per il 2016 la prima lettura verrà effettuata nel mese di Novembre. La fatturazione avverrà 4 volte l’anno, con l’invio della bolletta presso il domicilio dell’utente. L’utente potrà facoltativamente effettuare l’autolettura del contatore, utilizzando il modello disponibile presso lo sportello Talete di Tarquinia o scaricabile dal sito www.taletespa.eu nei seguenti periodi: 20-30 settembre; 21-31 dicembre; 21-31 marzo e 20-30 giugno’’.

La Talete ora non manca neanche di sottolineare che ‘‘la mancata comunicazione dell’autolettura non comporterà alcuna sanzione. In tal caso la bolletta sarà calcolata sul consumo medio storico della singola utenza. Il modello di autolettura, una volta compilato, potrà essere consegnato negli appositi box presso lo sportello o inviato via email all’indirizzo [email protected] o spedito via fax al numero 0761 23889’’.

La società, considerato il caos generatosi, ha anche deciso di prolungare il servizio. «Per assistere e dare agli utenti la massima informazione – si legge nel foglio – lo sportello ubicato in via Antica, rimarrà aperto dal 29 settembre al 12 ottobre, dal lunedì al venerdì con orario 9,30-13». A disposizione dell’utenza un numero verde 800 949 340, attivo dal lunedì al giovedì con orario 14-17 ed il venerdì dalle 12 alle 14.

Intanto però i cittadini si scatenano sui social. «La Talete per allacciare un tubo con un contatore mi ha chiesto la bellezza di 600 euro – lamenta una cittadina – (premetto che un idraulico normale me ne ha chiesti 150) in più volevano che firmassi un foglio che mi obbligava a mettere a valle del contatore (quindi già nella mia proprietà) un autoclave. Cosa non prevista nella gara di appalto che avete fatto voi con questi ‘‘signori’’ che ci venderanno la nostra acqua a caro prezzo e lo vedremo con le prossime bollette».

E ancora: «Questa premessa – spiega – per dire che non tollero che si dica ‘‘vai sul sito e scarica il modulo’’ perché c’è una grossa fetta di popolazione che internet non sa neanche cosa sia. Per cui esigo che la Talete faccia una comunicazione a portata di tutti per chiarire una volta per tutte le modalità per autoletture registrazioni e quant’altro».

«Questo è il momento di scendere in piazza uniti – affermano alcuni – ma come si fa a privatizzare l’acqua. C è stato un referendum al riguardo. Mi sembra che a Montalto i cittadini si siano rifiutati e la Talete non ha avuto modo di speculare, perché non so come chiamarla altrimenti».

«Veramente anche Monteromano si è rifiutata –rispondono altri – Mi piacerebbe tanto sapere perché noi siamo stati «costretti» come dicono. E che «convenienza» abbiamo avuto».

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