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Forno crematorio: la Procura apre un fascicolo

Forno crematorio: la Procura apre un fascicolo

Avviata un'inchiesta a seguito dell'esposto presentato dalle due associazioni cittadine. Al momento nessuna ipotesi di reato o persone iscritte nel registro degli indagati. La prossima settimana l'avvocato Daniele Barbieri presenterà anche il ricorso al Tar del Lazio 

CIVITAVECCHIA – La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sul progetto di realizzazione del forno crematorio al cimitero nuovo di via Braccianese Claudia. Il procuratore capo Andrea Vardaro ha affidato l’indagine al pubblico ministero Delio Spagnolo, a seguito della presentazione di un dettagliato esposto da parte dell’avvocato Daniele Barbieri, per conto delle due associazioni cittadini ‘‘In nome del popolo inquinato’’ e ‘‘Punton de Rocchi’’ e a seguito della consulenza commissionato all’architetto Ermanno Mencarelli.

Una indagine piuttosto tecnica, fondata inizialmente sullo studio di carte e documenti: tanto che lo stesso sostituto procuratore sembra essere intenzionato a rivolgersi ad un consulente per avere a disposizione una relazione proprio sull’iter amministrativo e sulle presunte anomalie indicate nell’esposto. Vizi nei requisiti di qualificazione per le ditte dell’associazione temporanea di imprese, la cessione di ramo d’azienda da parte di una di queste con le procedure amministrative ancora aperte, la modifica in corsa dell’appalto e le criticità nell’autorizzazione a costruire: questi alcuni degli aspetti evidenziati nella querela depositata in Procura una decina di giorni fa. Al momento, ovviamente, si tratta di un fascicolo per atti relativi, e quindi senza ipotesi di reato nè tantomeno persone iscritte nel registro degli indagati.  

«La consulenza tecnica dell’architetto Mencarelli – aveva spiegato l’avvocato Barbieri – è stata dettagliata. Ha ravvisato delle illegittimità nell’iter amministrativo del rilascio delle concessioni della commissione gara  e la variazione del progetto preliminare rispetto al progetto definitivo approvato, dove risulta una volumetria maggiore rispetto a quella del preliminare, in cui si ravvisa un elemento relativo all’abuso edilizio. Di conseguenza se vi è un reato dell’articolo 44 il Pubblico ministero può emettere un provvedimento di sequestro». 

Prima di arrivare ad eventuali sigilli, però, la magistratura andrà a verificare ogni aspetto del procedimento e dell’iter relativo ad un progetto contestato da più parti e difeso invece dall’attuale amministrazione comunale. 

Intanto, in attesa della convocazione del consiglio comunale aperto sulla delicata questione, che potrebbe svolgersi il 17 ottobre prossimo – considerato che la settimana precedente il sindaco Cozzolino volerà in Cina insieme all’assessore al Turismo Enzo D’Antò – l’avvocato Daniele Barbieri ha annunciato che, ad inizio della prossima settimana verrà depositato anche il ricorso al Tar del Lazio proprio sull’impianto di cremazione. Al centro del ricorso la delibera di giunta del 14 luglio scorso che, oltre ad approvare il progetto definitivo, costituisce il permesso a costruire, concludendo di fatto tutto l’iter amministrativo del project ed autorizzando la Tempio Crematorio ed altri a costruire l’impianto pubblico.

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