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Flavio Enei: "Sogno un parco archeologico"

Flavio Enei: "Sogno un parco archeologico"

Il direttore del Museo Civico di S. Marinella e responsabile dei lavori illustra quanto fatto finora. «C’è talmente tanto da scoprire che ci invecchieremo tutti qui»

di GIAMMARCO MORGI

Durante la visita agli scavi di Castrum Novum il direttore del Museo Civico di Santa Marinella e responsabile degli scavi Flavio Enei, racconta i progressi fatti sul sito.
Flavio Enei, quanta soddisfazione c’è dopo tutti questi anni di attività?
«Questo è ormai il sesto anno che lavoriamo sul sito di Castrum Novum e abbiamo fatto diverse scoperte molto interessanti. Siamo riusciti a riportare alla luce le mura della città esistita durante le Guerre Puniche, nata proprio per fronteggiare gli attacchi da mare dei cartaginesi, le cui tracce si ritrovano fino al V secolo d.C., per un totale di circa ottocento anni di storia. Era una vera e propria città visto che abbiamo ritrovato i resti dell’accampamento, delle mura, del foro, del tempio e addirittura di un teatro. C’è talmente tanto da scoprire che ci invecchieremo tutti qui. Inoltre una piccola curiosità: chiunque fosse interessanto a vivere gli scavi dal vivo può iscriversi al Gruppo Archeologico del Territorio Cerite nel castello di Santa Severa e partecipare, sotto la guida degli archeologi, all’attività di scavo sul sito».
A questo punto cosa vorreste nel vostro futuro?
«Il lavoro che stiamo facendo è finalizzato non solo a studiare ma anche a valorizzare il sito. L’idea è quella di creare un grande parco archeologico urbano pubblico dove chiunque possa venire a godersi il suo tempo libero e vivere in prima persona l’attività di scavo. Quindi non posso non ringraziare tutte le realtà, istituzionali e non, che hanno contribuito negli anni a far sì che il nostro lavoro potesse continuare; nella speranza che continuino ad aiutarci a realizzare il sogno di un parco archeologico».

Passeggiare nella storia: un’emozione impagabile

Passeggiare per gli scavi, vedere tante persone appassionate lavorare del tutto gratuitamente per riportare alla luce reperti storici da donare alla collettività, ascoltare nozioni e possibili ricostruzioni della vita di popoli ormai lontanissimi dalla nostra società e assaporare il dolce piacere della scoperta quando dalla nuda terra emerge anche un piccolissimo reperto archeologico; ecco, questo è quanto si può spiegare a parole dell’esperienza unica che si può vivere passando qualche ora agli scavi di Castrum Novum. C’è da rimanere sconcertati nell’apprendere quanta storia abbiamo sotto i piedi, seppellita appena qualche strato di terra sotto le nostre strade, le nostre case e che, se non fosse per la passione e la dedizione di pochi, nessuno di noi vedrebbe mai. Santa Marinella potrebbe essere di più che la ‘‘ridente cittadina balneare affacciata sul tirreno’’, potrebbe riscoprire la propria storia secolare e diventare un punto focale anche dal punto di vista del turismo storico-culturale per appassionati, curiosi e soprattutto per l’intera cittadinanza che merita di conoscere la propria storia. Il sogno sarebbe creare un parco archeologico, ma per farlo serve l’aiuto di tutti. A partire dalle autorità, passando per dei finanziatori pubblici o privati, ma soprattutto dalla cittadinanza. La nostra storia non ha prezzo e poterci passaggiare in mezzo è un’emozione unica.

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