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Lite a scuola, Pascale: "Insulti di carattere razzista"

Lite a scuola, Pascale: "Insulti di carattere razzista"

Subito la smentita della preside Emanuela Fanelli: «Quello che è stato scritto non corrisponde a verità» 

CIVITAVECCHIA – «Apprendo, dalla voce di una delle protagoniste, presente la sua famiglia, un fatto grave, avvenuto giovedì scorso verso le 13,30 fuori dai cancelli del plesso Baccelli dell’Ipsia Calamatta di Civitavecchia». 

Lo dichiara Mario  Michele Pascale, del Consiglio nazionale del Psi, in una nota e prosegue: «Tre ragazze, tutte minorenni, una di origine albanese, le altre due di origine africana e sinti, frequentanti l’istituto, sono state affrontate verbalmente da una compagna di scuola che le ha ricoperte di insulti a carattere razzista. Le ragazze insultate, volendo evitare il confronto, hanno cercato di allontanarsi, ma la violenza verbale, estremamente volgare e pesante, non si è placata. Le tre studentesse – spiega Pascale – erano colpevoli di essere diverse, etichettate come non italiane, di razza inferiore e di far “salire il nazismo” della loro coetanea. Dopo la scarica di ingiurie – racconta –  quando la ragazza che insultava ha graffiato una delle coetanee passando alle vie di fatto, una delle tre ragazze vessate ha reagito, picchiandola ed avendo la meglio, mandandola  in ospedale. Episodio increscioso per diversi motivi. Se è vero che adoperare la violenza è comunque sbagliato è altresì vero – conclude – che è intollerabile l’apologia del nazismo e del razzismo». 

Ma dall’istituto arriva la smentita, ed è la dirigente scolastica Emanuela Fanelli a dichiarare: «Quello che è stato scritto non corrisponde a verità. Non si è trattato di un atto di razzismo o xenofobia ma la conseguenza di un diverbio iniziato su whatsapp. Ci riserviamo – aggiunge –  qualsiasi azione a tutela del buon nome dell’istituto». 

La versione di Fanelli sembrerebbe confermata dalle parole della referente intercultura  del Calamatta che spiega: «È tutto alterato – spiega la professoressa – i fatti sono successi fuori dalla scuola ed il litigio, nato su una chat whatsapp, era tra due persone. Non ci sono stati insulti razzisti, siamo molto attenti come insegnanti e i ragazzi sono abituati alla multiculturalità». Secondo le dichiarazioni dei rappresentanti dell’istituto non si sarebbe trattato di un episodio grave come quello descritto da Pascale ma di una semplice lite tra ragazzi. «Si è trattato di un litigio verbale, c’è stato – prosegue la referente intercultura – un inizio ma sono prontamente intervenuti i maschi di alcune classi per fermare le ragazze. Non parlerei di bullismo o di razzismo e la lite è stata prontamente fermata».

Per quanto riguarda la ragazza che sarebbe finita in ospedale dopo l’episodio è sempre la referente intercultura a spiegare: «Era in classe il giorno dopo».
Pascale condanna la violenza, però, conferma le sue dichiarazioni e domanda: «Come si fa a dire che una cosa non è a sfondo razzista se l’organo che è deputato a decidere non si è ancora espresso?».

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