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Sandro De Paolis sul crematorio: "Mai stato contrario"

Sandro De Paolis sul crematorio: "Mai stato contrario"

CIVITAVECCHIA – Un’unica pecca nel lavoro dell’amministrazione comunale a cinque stelle, quella di aver approvato nel 2015 la convenzione per la realizzazione del forno crematorio senza portarla in consiglio comunale. Per il resto, Sandro De Paolis è convinto che eventuali responsabilità legate al progetto del crematorio, vadano ricercate altrove. Al consigliere comunale di minoranza proprio non piace l’etichetta di ‘‘stampella di Cozzolino’’ e interviene sulla questione che sta creando una vera e propria frattura sociale in città. «Non mi sono espresso prima perché non conoscevo i dettagli del progetto – afferma – ora, dopo la conferenza dei capigruppo, ho le idee abbastanza chiare. L’iter iniziò nel 2012 con Tidei – chiarisce De Paolis – poi la proposta di un privato, successivamente la delibera di giunta del 2013 e in consiglio arrivò il forno crematorio furbescamente inserito nel Piano Triennale delle Opere pubbliche. Tanto che non ci fu alcuna discussione specifica sul crematorio e io tra l’altro votai contro». Sandro De Paolis trova corretta la procedura adottata: «Casomai il problema è di etica – prosegue il consigliere comunale di minoranza – e qualche spiegazione dovrebbe darla l’amministrazione Tidei. Io non sono certo contrario alla realizzazione di un forno crematorio – fa sapere – e questo per un fatto di coscienza. Entrando nel merito del progetto – riferisce De Paolis – ho notato delle differenze rilevanti tra l’idea del primo proponente e quelle della ditta che ha vinto la gara: meno salme da incenerire – dichiara – e molti più soldi per il Comune di Civitavecchia». Secondo Sandro De Paolis, i parametri evidenziati dalla ditta vincitrice della gara per la realizzazione del forno crematorio sarebbero completamente diversi da quelli prospettati dai comitati che si oppongono alla creazione di un impianto di questo tipo sul territorio di Civitavecchia: «Secondo l’azienda ci si troverebbe in presenza di un quantitativo di inquinamento quasi irrilevante»,  dichiara il consigliere, che intanto dice la sua sul consiglio aperto (in cui – lo ricordiamo – non ci saranno atti da votare). «È giusto coinvolgere la città su questo tema – spiega – ma andava fatto prima della firma del contratto. Sono sempre d’accordo al dibattito e al confronto – prosegue – spero solo che il consiglio aperto non si trasformi in un terreno di scontro. Concettualmente sono favorevole al forno crematorio – aggiunge – se dovesse essere quello descritto dalla ditta (due linee, basso inquinamento, salme in numero ridotto, bacino di utenza territoriale, ecc.). In questo caso – conclude – sarei disposto a votare a favore della realizzazione del forno crematorio anche in un consiglio comunale chiuso e convocato appositamente». Ritiriamo allora il termine ‘‘Stampella di Cozzolino’’ e attendiamo riscontri. Ma i fatti non si discostano poi di tanto e in momenti come questi, in cui la maggioranza grillina traballa e i numeri mancano, è difficile non attribuire un ruolo da protagonista a quei consiglieri che dall’opposizione, per motivi etici, di coerenza o di opportunità, tendono una mano al sindaco a cinque stelle che insieme al suo cerchio magico ha sempre demonizzato tutto quello che arriva dai banchi lontani da quelli grillini. 
Non sarà una stampella, per carità, anche per via della stazza, ma approvando la realizzazione del forno crematorio all’aula Pucci in un ipotetico consiglio comunale chiuso, Sandro De Paolis di fatto andrebbe a rimpiazzare una delle mani della maggioranza che di sicuro non si alzerebbe, come lui sa bene. E come anche Cozzolino e il cerchio magico sanno bene. Sarà per questo che per i fedelissimi del sindaco, alcuni pezzi dell’opposizione in questa fase non appaiono più così satanici.

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