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Ancora furti a Cerenova

Ancora furti a Cerenova

di TONI MORETTI

CERVETERI – Sembra che l’attenzione dei “mariuoli” di fine estate si sia concentrata sulla frazione di Cerenova e nel suo immediato circondario. Autentiche scorribande prive di una vera logica che sia in continuità con un disegno criminale ben preciso valutabile per uniformità degli obiettivi. Se si dovesse pensare ad un’unica banda che opera verrebbe da dire che dopo i furti spettacolari, prendono un po’ fiato tornando sul tradizionale, cioè sugli appartamenti, dopo aver tentato il fatidico salto di qualità, infruttuoso stante l’entità del bottino in relazione al rischio corso. Non si dimentichi che a Cerenova, presso la tabaccheria, i ladri non sono stati intercettati da due pattuglie di carabinieri intervenuti immediatamente, per una manciata di secondi. La notte tra venerdì e sabato, è stato preso di mira una palazzina di due piani in via Fregene a Cerenova, la prima dopo l’ufficio postale. Al primo piano abita Elena col marito, di nazionalità rumena, che lavora a Roma come collaboratrice domestica. La signora Elena, ancora incredula, ci racconta: «Io sono andata a dormire all’una e al mio risveglio, verso le sette del mattino, ho avvertito un tremendo ed inspiegabile mal di testa. Ho scoperto subito che qualcuno era entrato in casa e ci aveva derubati».  

Durante la notte non avete sentito nessun rumore?
«Assolutamente. Né io né mio marito. Tanto che ho pensato che il tremendo mal di testa derivasse da qualche sostanza che ci hanno fatto respirare per impedirci di svegliarci».

 Ma da dove sono entrati? Avete trovato segni di effrazione?  

«All’inizio ho pensato fossero entrati dal balcone perché nonostante la porta fosse chiusa come avevo fatto la sera prima di andare a dormire, ho trovato la borsa di mio marito fuori, aperta, evidentemente rovistata ma contenente i documenti, la carta di circolazione dell’auto che invece è stata rubata, e mancavano però le chiavi dell’automobile. Quando poi è venuto il fabbro, si è accorto di un segno di cacciavite infilato nella serratura della porta di ingresso, quindi sono entrati dalla porta principale».

Riepilogando, cosa è mancato da casa? Cosa le hanno portato via?

«Allora hanno frugato anche la mia borsa che avevo lasciato su una sedia e che ho ritrovato nel cortile di sotto. Da lì hanno preso 450 euro ma hanno lasciato i documenti. Poi hanno portato via le chiavi dell’auto, una Nissan nera con targa rumena parcheggiata nei pressi dell’abitazione e la hanno rubata».

Ha fatto denuncia ai carabinieri?

«Sabato stesso mi sono recata in caserma ed ho denunciato il fatto ai carabinieri. Poi sono tornata anche lunedì quando ho avuto la conferma che non erano entrati dal balcone ma dalla porta principale per fare questa rettifica».
I carabinieri, cosa le hanno detto?

«Che faranno le indagini». Il tono non era dei più entusiasti ma poi continua perché ci tiene a fare le sue rimostranze: «Quello che fa più male è che entrano in casa tua mentre stai dormendo, entrano in camera da letto, frugano nella tua borsa. Insomma non si riesce a stare tranquilla nemmeno in casa propria? Come si fa.»  
Non ha notato se vicino all’ingresso di casa c’è in funzione qualche telecamera? Per esempio quella dell’ufficio postale?

«L’ultima è quella, ma non arriva fin quà».

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