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Città metropolitana: Manunta candidato per silurare Riccetti

Città metropolitana: Manunta candidato per silurare Riccetti

CIVITAVECCHIA – Un lavoro certosino messo in piedi da Cozzolino e dal suo cerchio magico, per conquistare un seggio all’Area Metropolitana. Conquistarlo nonostante il fallimento della maggioranza grillina, consapevole del fatto che Antonio Cozzolino a Roma non sia ben visto. Il sindaco di Civitavecchia negli ambienti grillini non conta praticamente nulla: il suo carattere scontroso, la sua incapacità di rapportarsi con chi la pensa diversamente da lui senza additarlo come un nemico, il fatto che in oltre due anni non sia riuscito a fare breccia nel cuore dei civitavecchiesi rimanendo ‘‘il meno peggio da votare per cacciare Tidei’’, induce puntualmente gli esponenti del Movimento 5 Stelle che contano a tenerlo lontano dai posti strategici.

E questo nonostante le pacche sulla spalla che riceve da un direttorio amante delle poltrone, a Civitavecchia come in qualsiasi altro posto d’Italia (e il caso Grillo-Pizzarotti la dice lunga). Insomma, Antonio Cozzolino è servito al Movimento 5 Stelle per vincere, ma non serve per governare.

E il caso ‘‘Città Metropolitana’’ lo rivela chiaramente: il Movimento 5 Stelle chiede la candidatura dei sindaci e dei presidenti del consiglio comunale, ma non quella di Cozzolino. Da Civitavecchia viene presentato il nome di Matteo Manunta, con un colpo di mano degno dei politici appartenenti ai tanto contestati partiti tradizionali. Una volta messa la croce su Cozzolino, Roma avrebbe voluto Alessandra Riccetti: preparata, presidente del consiglio comunale, disponibile a lavorare per la collettività. Ma come avrebbe potuto il cerchio magico di Cozzolino consentire la candidatura di una donna di spessore?

In questa partita il ruolo di ariete lo ha giocato Rolando La Rosa: i consiglieri grillini locali hanno finto di accettare quel nome scomodo, lasciando al collega anziano il compito di sparare a zero sulla Riccetti. Rolando La Rosa è stato chiaro: è mamma, è donna, ha già troppi impegni. Questo è bastato per portare all’esclusione di Alessandra Riccetti subito dopo i fatti che hanno determinato la spaccatura in maggioranza. I lacché di Cozzolino, dopo una consultazione rapida e ristretta, hanno tirato fuori il nome di Matteo Manunta che conservavano nel cassetto già da qualche mese. E chissenefrega se non ha esperienza, se gli squali romani sono già pronti ad azzannarlo: c’è sempre il cerchio magico di Civitavecchia pronto a consigliarlo, così come sta facendo da due anni con Cozzolino, un sindaco eletto con una maggioranza bulgara, che ora è ad un passo dal precipizio. La vecchia tattica tanto cara al Pd e a Forza Italia: mandare avanti una faccia pulita per scaldare bene i motori e decidere tutto dietro le quinte.

Questa volta è toccato a Manunta, candidato all’Area Metropolitana per far fuori Alessandra Riccetti, diventata ormai troppo scomoda da quando ha dichiarato chiaramente di preferire il dialogo con i cittadini agli inciuci di palazzo. La questione Cara, la storia dell’inceneritore di armi chimiche, il problema del forno crematorio, tutte cose che hanno visto le donne del consiglio comunale Alessandra Riccetti, Raffaella Bagnano e Fabrizia Trapanesi a schierarsi dalla parte dei cittadini in pieno spirito grillino, decisione che ha portato alla luce un problema già noto e mai evidenziato fino in fondo: dietro un sindaco inefficiente lavora un cerchio magico che con il M5S non ha nulla a che vedere. È frustrato, ha sete di vendetta e di potere e per arrivare alla meta passerebbe su tutto e tutti. Mettere nel tritacarne un 20enne mandandolo come agnello tra i lupi, non è certo un problema per certi personaggi.

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