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''I partiti politici adottino Porto Clementino''

''I partiti politici adottino Porto Clementino''

Nuova richiesta di aiuto da parte del Comitato per salvare uno dei più importanti luoghi storici di Tarquinia. «Non fermiamoci alle festicciole di paese. Servono finanziamenti, anche dei privati. E in parte ci sono»

TARQUINIA – Un’area che sembra terra di nessuno, sulla quale giace un inspiegabile silenzio.

Eppure rappresenta uno degli scorci più belli e significativi della storia di Tarquinia. Si tratta di Porto Clementino, i cui resti sono abbandonati a loro stessi di fronte ad una politica che ha dimostrato di non riuscire a soddisfare i ripetuti appelli dei cittadini. Il quadro è desolante: l’erosione del mare che, inverno dopo inverno, corrode quelle rocce cariche di storia tanto da rischiare di finire risucchiate nel nulla; e la pericolosità per cittadini e turisti che potrebbero incorrere in gravi conseguenze, magari nel tentativo di ammirare un bel tramonto, calcando quell’area così tanto indifesa, al punto tale da rischiare di inciampare rovinosamente per via dell’imprevedibile cedimento di un masso.

Ma di tutto ciò, il comitato spontaneo capitanato da Giuseppe Zanoli non ha intenzione di tacere; al contrario si dice intenzionato a portare avanti una battaglia iniziata più di un anno fa, senza però trovare risposte che possano anche solo rappresentare l’inizio di un possibile percorso. «Siamo partiti con un entusiasmo sopra le righe – spiega Zanoli – tutti i cittadini ci hanno mostrato ampio sostegno. Abbiamo raccolto tremilacinquecento firme, abbiamo organizzato una mostra fotografica, e abbiamo portato le firme al sindaco Mauro Mazzola. Dopo un paio di mesi, il primo cittadino ha fatto venire il consigliere regionale Panunzi, che ha fatto un’escursione a Porto Clementino , dicendo ‘ritornerò’. Ed è pure tornato, dopo circa un mese mezzo, portando un suo funzionario che ci ha detto di presentare una domanda. Noi abbiamo subito eseguito. Poi però il sindaco ci ha chiamati per dirci che non si poteva fare niente. Il caso lo abbiamo fatto approdare su Rai Tre, con un documentario, poi abbiamo fatto il ‘’Porto Clementino day’’ e abbiamo chiesto di fissare un consiglio comunale aperto per portare avanti le nostre idee (che prevedono tra le altre cose il restauro, la conservazione del patrimonio culturale, la prevenzione e la manutenzione)».

«Il sindaco – prosegue Zanoli – ha firmato la petizione ed ha accettato di discutere la questione in consiglio comunale per illustrare e approvare le nostre idee e progetti per salvare Porto Clementino. Venne fatta la commissione consiliare poi venne fuori l’esigenza di fare la conferenza dei servizi, con altro tempo che è passato . Purtroppo alla conferenza dei servizi era presente solo la Capitaneria di porto, oltre noi del Comitato e il Comune. In quella occasione abbiamo stigmatizzato questa mancanza degli organi preposti veri, come La Soprintendenza, le Belle arti. Proponemmo di mettere in sicurezza Porto Clementino. Basta vedere gli scogli. Mario Mandolesi fece per questo richiesta ai Vigili urbani per effettuare un sopralluogo nel sito. Anche in quella occasione la commissione si espresse favorevole all’eventuale necessità di mettere in sicurezza Porto Clementino. E i vigili a luglio hanno risposto con la necessità di una messa in sicurezza dell’area, ma il sindaco non ha ancora ottemperato a questa richiesta, avanzata non solo dal comitato e dai cittadini, ma anche dai vigili urbani».

«Adesso chiediamo che i partiti politici si esprimano, e addirittura adottino Porto Clementino. Riconosciamo quanto fatto dal sindaco, ma bisogna anche dire che questi politici non sono adatti. Per questa città serve un manager capace di andare nella giusta direzione, nei luoghi giusti, nei ministeri. In ogni caso, cominciamo dai partiti politici, di tutti gli schieramenti, affinché interessino i loro interlocutori di governo, nei ministeri, alla Regione, per affrontare seriamente questo tema. Non crediamo sia chiedere troppo per un bene pubblico di questa risonanza e importanza. Se sono io che dò fastidio a questi personaggi mi tiro indietro, ma lo faccio solo se mi fanno vedere che si rimboccano le maniche. Bisogna trovare i finanziamenti, ma in parte ci sono. Serve un progetto serio. Possono intervenire anche i privati, e in parte già ci sono. Un nostro amico è disponibile. Non possiamo fermaci alle festicciole del paese. Se potete aiutateci. Avevamo proposto di mettere dei frangiflutti perlomeno per mettere in sicurezza lo stato delle cose, ma neanche questo è stato ancora fatto». (a.r.)

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