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Ladispoli, ancora interrogazioni sulla chiusura del Pit

LADISPOLI – Continuano ad arrivare interrogazioni alla regione Lazio in merito alla chiusura del punto di primo intervento all’interno della casa della salute di Ladispoli – Cerveteri.
A presentare l’interrogazione è stato in data 3 ottobre il consigliere regionale Fabrizio Santori (Fratelli d’Italia).
Nel documento il consigliere regionale Santori ripercorre le caratteristiche dei punti di primo intervento che «nella gran parte delle regioni hanno la loro collocazione presso presidi ospedalieri, soprattutto quando perdono la funzione di pronto soccorso».
Santori sottolinea che con una nota del 6 luglio 2016 il ministero della salute ha comunicato la disattivazione in coerenza con il decreto ministeriale 70/2015.
Santori, nella sua interrogazione. sottolinea che il decremo ministeriale del 2015 «fissa gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, ma non prevede l’abrogazione di presidi di emergenza specialistici in strutture consolidate» un fattore grave per il consigliere in quanto ci sarebbe «una riduzione dell’assistenza sanitaria ai cittadini lasciando in vaste aree del territorio solo il 118 a rispondre per tutte le urgenze, soprattutto nelle ore notturne».
Il consigliere regionale Fabrizio Santori quindi interroga la giunta e il presidente Zingaretti per sapere se la soppressione dei PPI articolati sul territorio regionale comporterebbe il venir meno di uno snodo fondamentale del sistema di emergenza sanitaria nel Lazio» con particolare riferimento alla struttura di Ladispoli – Cerveteri.
Il PPI ladispolano infatti «effettua circa 14mila interventi rispetto ad un bacino di utenza di circa 80mila utenti tra Ladispoli e Cerveteri che nei mesi estivi arrivano a 25mila».
«Il PPI – sottolinea Santori – gestisce mediamente 100 persone al giorno, circa 33mila accessi annui in più dei limitrofi Fatebenefratelli o delle figlie del San Camillo i quali peraltro sono dei veri e propri PS per la gestione delle emergenze.

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