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Più acqua da Acea e meno da Hcs: insorgono i sindacati

Più acqua da Acea e meno da Hcs: insorgono i sindacati

Rsa e rsu di Hcs e sot criticano le nuove direttive che sembrerebbero arrivare da Palazzo del Pincio. "L’Amministrazione Comunale da una parte tenta di salvare l’azienda pubblica e da una parte le taglia i “viveri”. Vorremmo avere rassicurazioni perché tutto questo ci sembra veramente un controsenso". Critico il gruppo consiliare del Pd. L'amministrazione comunale smentisce e informa che sta riducendo le forniture idriche per cercare di arrivare ad acquistare solamente quanto necessario. 

CIVITAVECCHIA – “Un passo avanti e due indietro?”. Se lo domandano le rsu e rsa aziendali di Hcs e Sot a fronte delle disposizioni che, sembrerebbe, arrivano direttamente dal Comune di Civitavecchia e relative alla regolazione del flusso di acqua potabile.

“A quanto sembra l’Amministrazione Comunale sta dando disposizioni di aumentare il flusso di acqua acquistato da Acea, un privato quindi – hanno spiegato – e di diminuire il flusso di acqua proveniente dall’impianto idrico di Canale Monterano e gestito da Hcs, società partecipata da capitale pubblico. Qualcosa non torna.  L’Amministrazione Comunale da una parte tenta di salvare l’azienda pubblica e da una parte le taglia i “viveri”. Vorremmo avere rassicurazioni perché tutto questo ci sembra veramente un controsenso e in ogni caso contrario al programma elettorale dell’attuale Giunta che si era posta l’obiettivo di garantire i servizi pubblici alla città e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”.

Le rappresentanze sindacali ricordano anche le promesse, rimaste tali, come quella “sull’incrementazione dei parcometri specialmente in aree stratetiche tipo il piazzale del Tribunale – hanno aggiunto – che porterebbe solo per questo sito ad un incasso medio annuale di circa 125mila euro.  Vogliamo parlare dei mancati incassi per servizi svolti per il Comune e non coperti da ricavi? Si sta parlando del futuro dei lavoratori e non di chiacchiere. Pertanto – hanno concluso – ci auspichiamo un chiarimento in vista del prossimo incontro di venerdì”.

E sulla vicenda è intervenuto anche il gruppo consiliare del Pd sottolineando come, con una simile manovra, “pagheremmo di più Acea che fattura in base all’acqua richiesta e sfrutteremmo meno l’acquedotto del nuovo Mignone che invece, essendo di proprietà comunale – hanno ribadito dal Pd – ha dei costi fissi indipendentemente dalla quantità di acqua captata. In altre parole più acqua produce Hcs più diminuisce il costo al metro cubo. Certo che il comune deve pagare comunque Hcs per l’acqua erogata ma la domanda retorica è d’obbligo: è meglio pagare di più un fornitore esterno o è meglio contribuire ad abbattere il deficit delle municipalizzate detenute al 100% dal comune di Civitavecchia? Evidentemente – hanno concluso – Cozzolino ci sta riflettendo”.

Ma l’amministrazione comunale smentisce e informa che sta riducendo le forniture idriche per cercare di arrivare ad acquistare solamente quanto necessario. 

“Il nostro obiettivo – spiega il presidente della commissione Llpp, Fulvio Floccari – è acquistare il quantitativo di acqua effettivamente necessario ed evitare che questa venga sprecata in serbatoi che strabordano. Un acquisto di acqua maggiore del necessario comporta non solo uno spreco della preziosa risorsa, ma anche uno stress eccessivo delle tubature che porta alle numerose rotture che caratterizzano cronicamente la stagione invernale della città. Una consuetudine inaccettabile in casa Hcs – il pentastellato punta il dito – è sempre stata quella di aumentare la propria portata idrica durante l’inverno di circa il 20% non tenendo in alcun conto la domanda da parte del Comune, che negli stessi mesi cala sensibilmente. In queste settimane stiamo riducendo le portate in ingresso da parte di Hcs e di Acea onde razionalizzare gli acquisti in base alla domanda effettiva di acqua”.

Floccari passa poi a spiegare il piano d’azione dell’amministrazione comunale: “Abbiamo già ridotto l’accesso di acqua ACEA alla cisterna di via Montanucci e pianificato – aggiunge – la progressiva riduzione della fornitura alla cisterna di via Galilei. Il nostro obiettivo è rendere efficiente il sistema acquedottistico con interventi strutturali attesi da decenni e produrre drastici tagli degli sprechi. Evitando che l’acqua strabordi da serbatoi già pieni, finendo in un fosso, potremo offrire – conclude – un migliore servizio alla città, ridurre le perdite idriche ed ottenere un notevole risparmio alle tasche dei cittadini”.

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